Cevital valuta l’acquisto dello stabilimento Leali

Un interno dello stabilimento della Leali Steel

L’ipotesi al vaglio di Rebrab per avere una produzione certa e diretta di billette destinate ai laminatoi piombinesi. Con l’azienda trentina possibili altre forme di accordo

PIOMBINO. La soluzione per l’approvvigionamento delle billette necessarie ad Aferpi potrebbe passare, almeno in parte, dall’acquisizione, o dall’”affitto” di uno stabilimento nel Nord Italia. La società algerina, in particolare, dopo aver valutato nei mesi scorsi lo stabilimento Stefana di Nave (Brescia), si è interessata allo stabilimento della Leali Steel (acquisito nel 2013 dalla Klesch)di Borgo Valsugana (Trento), che produce a ciclo elettrico billette, con una capacità di 600.000 tonnellate all’anno. Del resto Aferpi è già cliente di Leali, da cui acquista una piccola parte del proprio fabbisogno. E lo stesso Issad Rebrab, poco dopo la firma del preliminare d’acquisto della Lucchini, aveva espresso la sua propensione a valutare la possibilità di fare altre acquisizioni nel settore siderurgico. Rebrab, dopo aver effettuato varie visite alla Leali, sta valutando l’ipotesi dell’acquisizione, con una decisione attesa entro la fine dell’anno, e legata alla messa in moto del piano industriale per Piombino.

La notizia dell’interessamento di Cevital per la Leali, che segue varie indiscrezioni sul tema delle difficoltà di approvvigionamento di semiprodotti per i laminatoi piombinesi, è confermata da fonti qualificate, e certo non mancherà di far discutere. L’eventuale acquisizione dello stabilimento trentino, che conta circa 300 dipendenti, taglierebbe di fatto l’ipotesi di un secondo forno elettrico, previsto nel piano industriale algerino? Beh, certo intanto aiuterebbe Aferpi ad affrontare il periodo necessario alla realizzazione del primo forno a Piombino, che andrà ben oltre i 18 mesi inizialmente previsti dalla società algerina, fornendo ai laminatoi materiale di qualità e soprattutto con tempi di fornitura rapidi e sicuri, condizione indispensabile per essere competitivi in un mercato così complesso come quello siderurgico.

Aferpi non sta valutando solo la possibilità dell’acquisto, ma anche quella dell’”affitto”, di una gestione condivisa dell’acciaieria trentina, ma anche di un allungamento dei contratti che consentano risparmi e allo stesso tempo certezza degli approvvigionamenti. Per i fautori dell’intesa, anche all’interno di Aferpi, in un momento così delicato per il mondo siderurgico, e in particolare per la società algerina che si trova alle prese con un’impresa complessa come quella di realizzare una nuova acciaieria, unire le forze potrebbe avere un’importanza non secondaria per affrontare questa fase. La riflessione del gruppo algerino va di pari passo col lavoro di ricerca e acquisto del semiprodotto per i laminatoi che si sta rivelando costoso e problematico appunto per i tempi di fornitura, trattandosi in gran parte di produttori extraeuropei.