Cevital, vicino l'accordo sugli integrativi

Adriano Zambon nello stand Lucchini a Milano

Parla il Dg di Aferpi, Adriano Zambon: "Conclusione in tempi brevi"

MILANO. Il più ottimista sulle possibillità che giovedì 21 a Roma si chiudano positivamente le trattative sugli integrativi alla ex Lucchini è il neo direttore generale di Aferpi, Adriano Zambon, che a Made in Steel, la fiera europea dell'acciaio organizzata da Siderweb inaugurata mercoledì 20, già incontra clienti nel padiglione per l'ultima volta targato Lucchini: «Sono convinto che si possa arrivare a un accordo, questo è un treno in corsa che non avrebbe senso fermare. Nessuno lo capirebbe. Le dirò di più, in Italia, nel mondo siderurgico, il percorso che ha fatto Piombino per uscire dalla crisi è diventato un esempio, anche per la condivisione di tutti le parti nei vari passaggi e il senso di responsabilità mostrato dal sindacato. Ecco perché auspico e sono convinto che un accordo si possa e si debba trovare».

Anche l'amministratore delegato di Cevital, Farid Tidjani, impegnato a Made in Steel in vari incontri con clienti e produttori insieme al presidente Issad Rebrab, è convinto che “un accordo si farà”, ma non si sbilancia sui tempi.

Giovedì 21 infatti è una giornata decisiva ma anche dal l'esito imprevedibile, visto che l'incontro col ministro dello sviluppo Federica Guidi, formalmente di presentazione del piano industriale ai sindacati, a cui seguirà una riunione direttamente centrata sulla questione degli integrativi, vedrà al mattino un prologo che potrà avere effetti anche sulla riunione pomeridiana: sono in programma infatti due tavoli tecnici in cui l'azienda discuterà con i vari ministeri interessati di bonifiche e soprattutto di prezzo dell'energia: Cevital nel suo piano industriale ha ipotizzato di arrivare a pagarla 41 euro al mwh, come i suoi concorrenti (oggi per Lucchini il costo ê di 75 euro mwh), ma si tratta di un risultato affatto scontato. Un accordo in questo senso potrebbe favorire la concessione ai sindacati di una parte almeno dei temi inseriti nella piattaforma che FIm, Fiom e Uilm hanno presentato lunedì all'azienda.

Sul versante sindacale la situazione non è però di facile lettura: mercoledì 20 alla Fiom c'è stato il confronto-chiarimento tra Mauro Faticanti, coordinatore nazionale della siderurgia (che martedì aveva rilasciato dichiarazioni molto bellicose sulla necessità di prendere tempo e di chiedere più garanzie agli algerini) e Luciano Gabrielli, più convinto della necessità di non prolungare all'infinito la trattativa per dar modo di avviare le operazioni del complesso progetto Cevital. La conclusione è che rimane in piedi la proposta unitaria delle tre sigle, e cioè che è necessaria una valutazione del piano e un approfondimento sugli investimenti, e dello spazio che avranno i lavoratori delle imprese nei piani Cevital.

Più concretamente il confronto sarà centrato sulle richieste che il sindacato ha fatto rispetto alla scontata riattivazione di cassa mutua, mensa, trasporti, e cioè la necessità di un accordo che dia più peso ai salari con le maggiorazioni notturne, gli scatti di anzianità, premi di risultato e di produzione, che potrebbero essere spostati in avanti nel tempo, con un'intesa fondata su tempi certi come quello sull'assunzione di tutti i 2200 dipendenti da parte della holding Cevital nei suoi tre rami, siderurgico, logistico e agroindustriale. Un ruolo per sbloccare la trattativa potrebbe averlo alla fine il ministro Federica Guidi, che punta a concludere la vicenda nel più breve tempo possibile in modo da consentire la vendita definitiva dello stabilimento alla società algerina entro la fine del mese.