700 posti nell'agroindustria

Il porto dell'ex Lucchini

Triturazione di semi oleosi e sili di stoccaggio. Cevital avverte: va rivisto il sistema stradale-ferroviario

PIOMBINO. Se il Piano industriale della Cevital  per la parte siderurgica è stato decisamente arricchito di cifre, grafici e cartografie prima dell’ultima presentazione al Mise, le questioni legate alla realizzazione del progetto agroindustriale (220 milioni di investimento) e di quello della logistica (50 milioni) sono ancora da precisare nei dettagli.

Tutto ciò per la necessità ovvia nell’ultima fase di curare in particolare la sezione siderurgica che era alla base della gara, e presentava particolari complessità, oltre al fatto di essere al centro della gara. Per l’agroalimentare, vero core business della società algerina, il Piano in premessa cita qualche dato dell’attività Cevital: 570mila tonnellate di oli vegetali annui prodotti, con esportazioni in Magreb e Medio Oriente, due milioni di tonnellate di zucchero bianco esportate in Magreb, Medio Oriente e altre aree, 180mila tonnellate di margarine e grassi vegetali in questo caso esportate anche in Europa, 3 milioni di bottiglie al giorno di acque minerali e bibite, oltre a succhi, soda, confetture, pomodori in conserva.

Per Piombino il Piano industriale Cevital prevede «un complesso di triturazione di semi oleosi (3 milioni di tonnellate), un complesso di raffinazione e condizionamento di oli vegetali, sili di stoccaggio in area portuale (360 tonnellate di capacità, pari a 25 giorni di stock), nuove attività in grado di soddisfare le necessità di mercati europei e nord africani, sviluppando 700 posti di lavoro».

Per la logistica invece (dove l’operazione vedrà coinvolti in partenership la cinese Chec e la giapponese Mitsui) si parla di «posti di carico e scarico portuali comuni alle tre attività, realizzando un porto con 3 banchine che comprendono due gru di scarico e una di carico». Cevital spiega anche che «per la gestione delle attività dei tre settori si rende necessaria la disponibilità di nuove aree portuali, individuate in base al nuovo porto di Piombino in corso di realizzazione».

Ma servirà, dice ancora la società algerina «la revisione dell’attuale sistema stradale del sito e di quello ferroviario».