La giunta attacca Suvereto sulle terme: "Scelte urbanistiche non condivise"

Il complesso delle terme di Venturina

Ma il sindaco Giuliano Parodi sembra intenzionato ad andare per la propria strada

CAMPIGLIA. Le terme sono ancora oggetto di tensioni fra i Comuni vicini di Suvereto e Campiglia. Così sulla variante urbanistica di Suvereto per realizzare un parco termale, con una propria delibera la giunta comunale di Campiglia Marittima ha inviato un contributo previsto dal procedimento facendo propri i contenuti tecnici elaborati dagli uffici ed esprimendo alcune considerazioni.

"La prima e più importante considerazione si riferisce al metodo, in particolare si prende atto che con tale decisione il comune di Suvereto ha voluto chiudere una stagione di scelte strategiche, prima coordinate e poi unitarie, dato che attraverso un percorso non condiviso con gli altri Comuni che non sono stati coinvolti né formalmente né informalmente, ha aperto i procedimenti di avvio delle varianti. Le strategie del piano strutturale e dei regolamenti urbanistici elaborati unitariamente dai Comuni di Piombino, Campiglia e Suvereto hanno delineato le linee di pianificazione strategiche e di dettaglio per il territorio considerato in maniera unitaria, definendo vocazioni, indirizzi e conseguenti localizzazioni delle varie funzioni e così è stato fino ad ora".

"La giunta di Campiglia rileva che il sindaco di Suvereto si dice convinto sostenitore dell’unione dei comuni della Val di Cornia e delle politiche coordinate, salvo poi approvare, tra i primi e più importanti atti del suo mandato, l’avvio del procedimento per una variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico in maniera assolutamente indipendente: un modo alquanto singolare di intendere non tanto l’unione ma anche solo una generica collaborazione tra comuni limitrofi facenti parte di un territorio omogeneo".

"La pianificazione urbanistica è infatti uno degli aspetti principe del governo del territorio pertanto staccarsi da una visione unitaria significa di fatto prendere le distanze dal confronto con il resto del territorio. In generale tale scelta mal si inserisce in un quadro di riforme istituzionali in cui i Comuni, in primis quelli obbligati per legge, ma anche di fatto tutti gli altri, sono chiamati ad una gestione comune senza dubbio delle materie strategiche in capo agli enti".

“Il Comune di Campiglia, anche in note ufficiali – spiega la sindaca Rossana Soffritti - ha ribadito più volte che le politiche unitarie di un territorio non possono prescindere dalla condivisione delle materie urbanistiche, soprattutto per quei comuni che già sono dotati di strumenti unitari; peraltro anche la nuova legge regionale urbanistica inserisce le pianificazioni unitarie fra le priorità. A maggior ragione quindi, chi proviene da un'esperienza già in essere – sostiene Soffritti - dovrebbe adoperarsi per proseguirla anziché interromperla”.

“Ad ogni modo – prosegue - al di là delle valutazioni su uno specifico progetto proposto da un privato per un grande insediamento in area agricola, che potrebbe anche contrastare con le nuove linee normative dettate di recente dalla Regione Toscana, oltre che con i piani vigenti, la giunta di Campiglia è favorevole a discutere proposte imprenditoriali che possano rappresentare nuove opportunità di crescita del territorio, ma ritiene che le scelte che delineano o cambiano le strategie condivise vadano ricondotte ad una discussione congiunta”.

“Anche alla luce delle scadenze imposte dalla nuova normativa regionale, ma soprattutto per rispondere ai cambiamenti economici e sociali radicali degli ultimi anni ed in particolare alle questioni specifiche che interessano ed interesseranno il nostro territorio, i nostri strumenti urbanistici debbano essere sottoposti ad una riflessione generale – afferma Soffritti - L'efficacia delle politiche di sviluppo e tutela passano dalla capacità di vedere insieme spazi più ampi di quelli rappresentati da un singolo Comune. Non per altro l'urbanistica in Val di Cornia è sempre stata oggetto di politiche uniche e così dovrebbe essere anche per il futuro, per rimanere nel solco della tradizione ma, soprattutto, per continuare nel processo di innovazione che questa parte di Toscana ha sempre saputo interpretare”.