Sentenza choc del Consiglio di Stato su Toremar. L'Elba si interroga sul futuro dei collegamenti

Un traghetto della Toremar

Dopo più di tre anni dalla chiusura della gara di privatizzazione i giudici condannano Moby e la Regione: "La compagnia passi a Toscana di Navigazione". Gli scenari

PORTOFERRAIO. Il Consiglio di Stato sfila Toremar dalle mani della Moby di Onorato a più di tre anni dalla chiusura del percorso di privatizzazione coordinato dalla Regione. È il succo della clamorosa sentenza che, in queste ore, si è abbattuta sul canale tra Piombino e l’Isola d’Elba. I giudici amministrativi hanno infatti condannato sia la Regione che la compagnia privata Moby a pagare le spese di giudizio, pari a 20mila euro. E, l’aspetto pesante della sentenza sta tutto qui, il Consiglio di Stato “condanna l'amministrazione intimata a disporre l’aggiudicazione della gara, alle condizioni in motivazione esposte, in favore dell’appellante, previo il necessario controllo dei requisiti soggettivi”.

L’appellante in questione è Toscana di Navigazione, la cordata che fa riferimento agli armatori Salvatore Lauro e Franco Del Giudice (Delcomar), oltre che agli imprenditori locali Tiziano Nocentini e Vincenzo Gorgoglione (entrambi hanno quote di partecipazione in Blu Navy, l’attuale compagnia concorrente di Moby e Toremar nel canale di Piombino). In fase di gara la compagnia, pur avendo totalizzato più punti rispetto a Moby (87,28 contro 70,92) è stata esclusa dalla procedura per una questione tecnica relativa alla presentazione dell'offerta economica.

La sentenza del Consiglio di Stato è stata depositata il 16 gennaio e, di fatto, accoglie il ricorso di Toscana di Navigazione, ribaltando la sentenza di primo grado del Tar.

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Il ricorso. Toscana di Navigazione ha ingaggiato con Moby e con la Regione Toscana una battaglia a suon di ricorsi fin dall’aggiudicazione provvisoria della gara, basata sul criterio dell’offerta economica più vantaggiosa, alla Moby di Onorato. Ma  sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno  rigettato la richiesta di sospensiva dell’aggiudicazione, quindi il Tar, nel febbraio del 2012, ha rigettato il ricorso con la sentenza di primo grado. Tutto finito, dunque. E invece no.

I giudici riuniti in camera di consiglio hanno ritenuto fondato l’appello presentato da Toscana di Navigazione, esclusa nella fase della gara in seguito a una «difformità - si legge nel testo della sentenza - tra i servizi aggiuntivi dichiarati in offerta tecnica e le miglia marine offerte, circostanza questa, secondo la commissione, non suscettibile di modifica secondo una mera operazione di ricalcolo». Ma i giudici del Consiglio di Stato hanno ritenuto la difformità come un motivo non sufficiente per l'esclusione di Toscana di Navigazione dalla gara. Un colpo di scena mica da ridere, proprio mentre l’opinione pubblica era concentrata sulla vicenda dell’ex Tirrenia, con l’acquisizione del fondo Clessidra da parte della Moby di Onorato. Proprio mentre la transazione sembrava destinata ad alterare gli equilibri dei collegamenti marittimi con la Sardegna, ecco che, a poche miglia a Nord, è arrivata la mazzata della sentenza del Consiglio di Stato.

E adesso? Il Consiglio di Stato ha condannato Moby e la Regione Toscana, ordinando un passaggio di consegne che, a più di tre anni dall’inizio del servizio targato Moby-Toremar, avrebbe davvero del clamoroso.
L’aggiudicazione provvisoria di Toremar alla compagnia Moby, infatti, risale al 2011. Nel 2 gennaio del 2012 l’armatore Vincenzo Onorato ha firmato il contratto di servizio con la Regione, rappresentata dall’allora assessore ai trasporti Luca Ceccobao. Da allora Moby e Toremar hanno intrapreso un percorso unico, nel vero senso della parola. In seguito al parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Moby ha dovuto ridurre il numero delle corse (in questo contesto si è aperto uno spazio per l’ingresso di una terza compagnia).

La nuova Toremar guidata dall’amministratore delegato Achille Onorato, figlio dell’armatore di Moby Vincenzo, ha iniziato a percepire un contributo regionale annuo di 13 milioni di euro lordi. In cambio ha garantito il servizio tra il continente e le isole dell’Arcipelago toscano e ha investito su un programma, previsto dal contratto, di rinnovamento della flotta. A ciò si aggiungono le campagne pubblicitarie uniche sotto il marchio Moby-Toremar e, inoltre, l’unificazione delle stesse biglietterie.

A tale proposito, dopo oltre tre anni di servizio impostato in questo modo, la sentenza del Consiglio di Stato pone dei dubbi enormi circa la stessa eseguibilità del provvedimento e le ricadute sul servizio marittimo, già a partire da questa estate. Un’uscita di scena di Toremar, ad oggi, è impensabile. Sia in inverno, basti pensare che Moby e Toremar sono le uniche compagnie a garantire i collegamenti, sia in estate (un passaggio di consegne in corso d’opera, qualora Toscana di Navigazione garantisse dopo oltre tre anni i requisiti necessari e la volontà di approdare sul porto di Piombino) sarebbe un salto nel vuoto). Per questo, nelle ore immediatamente successive alla sentenza, è il disorientamento il sentimento condiviso tra gli addetti ai lavori.

Sentenza Toremar: il video-commento di Guido Fiorini

Sentenza Consiglio di Stato