Matricole, fuga al nord: ecco dove studiano i nostri giovani

Studenti a lezione in un'aula universitaria

Università, gli studenti toscani emigramo verso Milano: tra le mete preferite Politecnico e Bocconi

Preferiscono ancora rimanere in Toscana, ma stanno iniziando ad emigrare verso nord. Gli studenti della nostra regione, anche per frequentare l’università, decidono sempre più numerosi di spostarsi a Milano. Un esodo importante testimoniato dai numeri dell’anagrafe nazionale degli studenti, lo strumento messo a disposizione dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

In cinque anni le immatricolazioni dei toscani al Politecnico di Milano sono cresciute del 177% (da 44 a 122) mentre quelle alla Bocconi sono più che raddoppiate (passando da 47 a 95). Dati simili anche per quanto riguarda la Cattolica del Sacro Cuore – che però non si trova solo nel capoluogo lombardo – che fa segnare un +69% nel quinquennio preso in esame (27 studenti in più iscritti lo scorso anno), per la Bicocca (+91%, da 12 a 23), mentre l’università statale di Milano registra una crescita più contenuta (da 37 e 49 immatricolati).

Benvenuti al Nord. Il capoluogo lombardo è senz’altro una delle mete preferite da chi decide di scappare dalla Toscana, nonostante le classifiche internazionali reputino Pisa fra gli atenei internazionali più prestigiosi. Ma la città che presto ospiterà l’Expo 2015 non è l’unica opzione considerata. Alla “Cà Foscari” di Venezia, ad esempio, le immatricolazioni toscane sono passate dalle sei del 2003/2004 alle 52 del 2013/2014. Un salto in avanti che, in percentuale, fa impressione: +767%. Bene anche il Politecnico di Torino (da 14 a 36) e l’università statale di Torino (da 12 a 25). In calo Bologna, Roma La Sapienza, Parma e Perugia.

Il caso dell’Università per stranieri di Siena. Anche l’università per Stranieri di Siena ha visto crescere gli studenti del Granducato: gli iscritti al primo anno delle lauree triennali e a ciclo unico sono aumentate da 75 a 213. Male Firenze, Siena (statale) sprofonda. Certo, i numeri delle università del nord sono imparagonabili rispetto a quelli di Pisa, Firenze e Siena, dove tuttavia emergono allarmanti cali di immatricolazioni.

L’ateneo pisano, fra i tre della nostra regione, è quello che regge meglio alla crisi: in dieci anni la differenza di iscrizioni al primo anno della lauree triennali e a ciclo unico si è fermata al -4,7% (-7,9% se consideriamo i soli toscani). Si tratta di una flessione, a livello assoluto, di 334 studenti.

Firenze ne perde invece il 28,4% (da 11.167 a 7.992 immatricolazioni). E, nel 2013/2014, 6.466 nuove iscrizioni sono arrivate dalla Toscana (ben duemila in meno di dieci anni prima). Ma se Pisa regge e Firenze cala, Siena sprofonda.

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In dieci anni nella patria del Palio le immatricolazioni si sono dimezzate, passando da 4.396 a 2.271. Solo quelle toscane, nello stesso periodo analizzato, sono scese da 2.684 a 1.252 (-53%). Un’emorragia senza precedenti. Calo generale. I dati che interessano gli studenti toscani e coloro che si sono immatricolati nei nostri atenei vanno di pari passo con una situazione generale alquanto disastrosa.

Secondo il Miur, in dieci anni, in Italia si sono immatricolati 70.553 studenti in meno (uno su cinque). Lo stesso rapporto riguarda gli studenti residenti in Toscana, le cui immatricolazioni, dalle 18.176 del 2003/2014, sono crollate alle 14.418 del 2013/2014, l’ultimo anno analizzato dal ministero. Pisa fra le preferite al Sud. In cinque anni è come se un toscano su dieci avesse abbandonato l’università di Pisa. Ma a riequilibrare i conti ci pensano (in parte) siciliani e sardi. Dalla regione più a sud d’Italia nell’anno accademico 2013/2014 si sono immatricolati 452 studenti, contro i 396 del 2008/2009. Dopo Bologna e il Politecnico di Torino, l’ateneo pisano è il più scelto da chi proviene dall’antica Trinacria. In Sardegna, invece, gli immatricolati in cinque anni sono cresciuti da 101 e 108 e, anche in questo caso, l’università toscana conquista la medaglia di bronzo in quanto a preferenze. In calo invece gli iscritti dalla Calabria, passati dai 230 del 2008/2009 ai 164 dell’anno scorso. I calabresi, oltre agli atenei locali, preferiscono la vicina Messina, La Sapienza di Roma e l’università di Bologna.