Ucciso da un malore il pescatore di 42 anni trovato morto in mare

Cristiano Petri (a sinistra) con (a fianco) Corrado Guelfi del centro velico elbano

Il ritrovamento la mattina da parte dei marinai di un peschereccio. Si chiamava Cristiano Petri: 42 anni di Vicopisano, si era trasferito all'Elba da poco

 

RIOMARINA. I marinai di un peschereccio di Rio Marina hanno pensato di trovarsi di fronte a un tronco galleggiante. Ma è bastato avvicinarsi, solo di qualche metro, per comprendere la tragedia. In mare c’è il corpo senza vita di Cristiano Petri. Siamo a pochi metri dalla spiaggia di Luisi D’Angelo, a Rio Marina. Sono le 7 di mattina di lunedì 10.

Cristiano Petri è uscito in mare nel tardo pomeriggio di domenica 9, per una battuta di pesca in apnea. Ma non è mai tornato casa, tanto che già domenica sera erano scattate le ricerche da parte di alcuni amici, dopo che la sorella di Petri aveva provato a rintracciarlo, invano, al telefono.

L’allarme sembrava essere rientrato quando gli amici, arrivati davanti alla sua casa, hanno visto la moto e l’auto parcheggiate. «Sta dormendo», hanno pensato. Ma non era così.

Lunedì mattina il corpo del 42enne, nato e cresciuto a Vicopisano ma residente all’isola d’Elba da qualche tempo, viene trascinato dal vento di scirocco e dalla corrente a una quarantina di metri dalla spiaggia del Porticciolo, a Rio Marina. Ha ancora indosso la muta da sub e le pinne. I marittimi lo vedono, capiscono che non c’è niente da fare. E, poco dopo, chiedono l’intervento della capitaneria di porto di Portoferraio.

Il corpo del 42enne di Vicopisano viene caricato a bordo e poi portato in banchina, sul porto di Rio Marina, in attesa dell’arrivo del medico legale. C’è da capire la causa della morte dell’uomo, che da qualche tempo lavorava in uno dei pescherecci di stanza sul porto di Rio Marina. In un primo momento si pensa al maltempo, data l’allerta meteo emessa dalla protezione civile e le condizioni del mare non certo ottimali di lunedì mattina. Le indagini sono coordinate dagli uomini della Capitaneria di porto di Portoferraio, sul posto arrivano anche il personale della stazione dei carabinieri di Rio Marina e i soccorritori del 118.
Dai primi riscontri sul corpo del 42enne, secondo quanto apprendiamo, non ci sono segni di violenza. Né indizi che possano far pensare a un annegamento.

La morte di Cristiano Petri risalirebbe a circa 10-12 ore prima del ritrovamento del corpo, quindi al tardo pomeriggio della domenica. L’ipotesi di un malore pare fin da subito, di conseguenza, quella più accreditata. Ipotesi che viene confermata nel pomeriggio di lunedì 10, in seguito all’esame esterno compiuto dal medico legale sul corpo, custodito nell’obitorio dell’ ospedale di Portoferraio. I familiari di Cristiano Petri sono arrivati all’Elba e attendono da lunedì 10 il nullaosta della Procura di Livorno. Nel giro di poche ore la salma dovrebbe essere liberata: sarà trasferita a Vicopisano dall’impresa funebre Fuligni di Portoferraio.

Cristiano Petri era un pescatore professionista di Vicopisano, lavorava all'Elba da tempo. Aveva una casa a Rio nell’Elba e, da poco, ne aveva comprata un’altra a Rio Marina che stava ristrutturando. In tanti, soprattutto sul porto, lo conoscevano. Collaborava da tempo con il centro velico elbano di Rio Marina.
A Caprona di Vicopisano ha gestito il bar di famiglia prima di decidere di lasciare la provincia di Pisa per trasferirsi all’Elba. Attirato proprio da quel mare del versante orientale dell’isola che, domenica pomeriggio, si è trasformato nella sua tomba.