Tribunale dell’Elba, dal trionfo al rischio della beffa

Due mesi fa l’ok del governo al ripristino della sede, ma il decreto attuativo è ancora un miraggio

PORTOFERRAIO. Una vittoria di tutta l’isola d’Elba o una beffa all’italiana? La domanda rimbalza con un’insistenza crescente tra gli avvocati e i cittadini elbani che, più di due mesi fa, hanno esultato per la riapertura del tribunale. Il 24 gennaio scorso, infatti, il Consiglio dei ministri ha emanato il decreto correttivo della riforma della geografia giudiziaria, ripristinando le sedi distaccate di Portoferraio, Lipari e Ischia. Ma la riapertura è stata subordinata a un decreto attuativo del Ministero di Grazia e Giustizia che, dopo oltre sessanta giorni, non è ancora arrivato. I tempi lunghi e l’assenza di notizie bastano per generare apprensione tra gli avvocati elbani.

Il decreto ministeriale dovrà, di fatto, impartire le direttive tecniche per la riattivazione delle sedi distaccate e, soprattutto, le date della riapertura effettiva. «Abbiamo chiesto informazioni ai nostri contatti parlamentari e ministeriali – spiega il presidente dell’associazione forense dell’Isola d’Elba, Paolo Di Tursi – ci hanno detto in più di un’occasione che il governo sta predisponendo il decreto. Ma sui tempi non abbiamo informazioni e, da quanto ne sappiamo, il provvedimento ministeriale è ancora in alto mare». Nel frattempo i cittadini e gli avvocati dell’isola sono costretti a fare la spola tra l’Elba e Livorno, con gli stessi disagi che nei mesi scorsi abbiamo documentato sulle pagine de Il Tirreno. Va ricordato, inoltre, che la riapertura della sede distaccata del tribunale di Portoferraio è a tempo: nel decreto del Consiglio dei ministri, infatti, la proroga scadrà il 31 dicembre del 2016. Tre anni non sono eterni e ulteriori ritardi nella riattivazione della sede distaccata del tribunale rischierebbe di svuotare di significato il decreto correttivo emanato a gennaio. Anche perché ai tempi burocratici dell’emanazione del decreto si devono necessariamente aggiungere quelli tecnici per il nuovo trasloco e il trasferimento dei fascicoli che solo pochi mesi fa sono stati portati nelle sedi di Livorno.

La preoccupazione strisciante tra gli addetti ai lavori elbani è che, sotto questo ritardo di due mesi, possano nascondersi atti di ostruzionismo. Anche per questo l’associazione forense chiede pubblicamente che venga dato seguito al decreto correttivo del Consiglio dei ministri, ancora privo di efficacia.

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