Crisi, per evitare la mensa meno iscritti al tempo lungo

Calano anche le richieste all’asilo nido. Le famiglie hanno meno soldi e rinunciano ai servizi

A lanciare l’allarme è l’assessore all’istruzione e alle politiche sociali, Anna Tempestini. «Siamo di fronte - spiega - a una situazione che è una diretta conseguenza della crisi. Le famiglie hanno sempre meno soldi e questo le porta a rinunciare ad alcuni servizi: il tempo lungo, per evitare il pagamento della mensa, e l’asilo nido».

Il primo caso riguarda essenzialmente le scuole elementari. Più esattamente, si tratta di una scelta che riguarda soltanto le famiglie dei bimbi che si iscrivono al primo anno.Per il pagamento della quota contributiva le famiglie ricevono mensilmente oppure bimestralmente (a seconda della scelta del tempo pieno o del modulo) un bollettino dove la somma indicata è data dalla quota giornaliera (4,50 euro a pasto) moltiplicato per il numero dei pasti prenotati: il che significa l’importo moltiplicato per 20 giorni oppure per 25 (a seconda della lunghezza della settimana scolastica). In totale, 90 euro o 112,50 euro, che nell’arco di un intero anno scolastico (per esempio quello che sta per cominciare) diventano 778,50 euro per 173 giorni di frequenza e 927 euro per 206.

Le graduatorie definitive, pubblicate qualche settimana fa parlano di una lista di attesa di otto bimbi tra i medio-grandi e tre fra i piccoli, ma già si parla di rinunce tra gli aventi diritto proprio per questioni di quote.