La Costa Est rialza la testa, ma la duna è compromessa

Piombino, dopo la terribile mareggiata di ottobre i balneari sono al lavoro per sistemare una delle zone turistiche più belle della nostra regione. E, nonostante le difficoltà, promettono: "In estate saremo pronti". Ecco come procedono i lavori

PIOMBINO. L’estate sembra infinita. Si sommano i giorni sulla Costa Est. E si arriva all’89 di agosto. Nel calendario inventato da Fabrizio Lotti, titolare del bagno La Capannina, è la formula per invitare a frequentare la spiaggia approfittando del caldo fuori stagione. Funziona. Fino al 29 ottobre. Quando tutto precipita. Si torna alla realtà. Il forte vento di scirocco gonfia il mare. Si uniscono le forze e violentano la costa. I meteorologi parlano di un evento che statisticamente può verificarsi ogni 300 anni. Onde che arrivano a 6,5 metri. Raffiche fino a 167 chilometri orari. Spiaggia e pineta ne escono violentati. Sembra l’accanimento di Pluvio, che se la prende con una città prostrata da una crisi infinita dell’acciaio. Strapazza uno dei luoghi simbolo di un orizzonte diverso. Il turismo balneare organizzato, capace di dare lavoro e prospettive. Qui, dove il regista Paolo Virzì conclude il suo film d’esordio La Bella Vita, indicando che c’è dell’altro oltre la fabbrica, si teme di essere ai titoli di coda. Invece, è l’inizio di una storia di rinascita. In cui molto resta da fare ma tutti sembrano tener fede agli impegni del proprio ruolo. Imprenditori, Comune di Piombino e Regione Toscana.

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LO SCENARIO

“Una bomba forse avrebbe fatto meno danni”. Mauro Cecchetti è il titolare del Mirollino Beach, ristorante-bar e stabilimento balneare, a poche decine di metri da Torre Mozza, è stato spazzato via dall’impeto della mareggiata. I resti della struttura, tavole di legno e altro materiale finiscono a chilometri di distanza sulla spiaggia. O meglio, su quel che ne resta. In alcuni tratti la linea di costa è arretrata di sei metri. Le onde si sono mangiate la duna e l’acqua salmastra è finita nella pineta. La voce di Cecchetti dà la misura di ciò che è stato. Dove prima c’era la sabbia finissima, solo sassi. Spazzati via i pannelli di erica che avrebbero dovuto proteggere la retroduna. Il mare è arrivato dappertutto. Ha violentato la pineta, ha spezzato alberi. “Mi rivedo ancora qui il 29 ottobre, senza sapere come liberare il bagno dall’acqua”, dice Christian Esposito, titolare del Bagnoskiuma.

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LA CONTA DEI DANNI

Il Comune ha presentato al Genio civile di Livorno e alla Regione Toscana un conto dei danni di 2.260.000 euro per la parte pubblica, la duna, la pineta e il bosco retrostante. I privati hanno stimato danni per 630.000 euro. E il grosso è sulla Costa Est dove 8 delle 15 strutture sono state segnate dalla mareggiata. Lo scenario è desolante. Non mancano le ferite anche in città. Piombino è stata la località più colpita in Toscana a fronte di una calamità che ha investito tutta la costa regionale. Al punto che la Regione ha stanziato 5 milioni, di cui 1.352.000 euro per l’area piombinese. Il governatore Enrico Rossi è il commissario straordinario per l’emergenza.

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I SOLDI

La Regione ci mette 1.352.000 euro per il ripascimento della spiaggia. L’obiettivo è di farsi trovare pronti per la stagione balneare, l’1 giugno. Intervenire prima significa esporsi al rischio di nuove mareggiate. Si sono individuati i giacimenti di sabbia in una fascia di mare antistante i 7 chilometri della Costa Est, definito il prelievo in 60.000 metri cubi e la quantità da sversare per metro lineare: al massimo 10 metri cubi. Non aumenterà la linea di riva, ma gli ombrelloni sarà possibile piantarli sulla sabbia. “Nel masterplan elaborato dal Genio civile si specificano i dettagli dell’intervento”, dice il geologo Luca Sbrilli a cui il Comune di Piombino ha affidato la progettazione esecutiva del ripascimento.

Anche il Comune di Piombino fa la sua parte stanziando 1,4 milioni di euro per il ripristino della duna e dell’area retrodunale.  “Abbiamo investito risorse ed energie umane nel ripristino della Costa Est, mettendo a disposizione tutto quello che era possibile per noi - dice il sindaco Massimo Giuliani -. Crediamo che si tratti di un'area pregiata dal punto di vista naturalistico e paesaggistico da tutelare in tutti i modi, che rappresenta anche la nostra forza in termini di attrazione turistica”.

I pini abbattuti dalla mareggiata di ottobre (foto Paolo Barlettani)

LA PINETA

“Il danno naturalistico sugli alberi nel Parco della Sterpaia tiene conto di quelli abbattuti o danneggiati ma anche dell’ingressione dell’acqua salata in pineta – spiega il presidente Parchi Val di Cornia Francesco Ghizzani Marcia -. Almeno un 20% degli alberi è stato interessato”. Specie tra Perelli e Carlappiano per la quantità di fusti caduti si sono formate delle radure. Sono sparite anche la duna e la retroduna con il mare arrivato direttamente al fosso Cervia. “In questi mesi sarà fatto un intervento di messa in sicurezza e bonifica del materiale caduto e portato dalla mareggiata. Oltre a ricostruire le passerelle di accesso alla spiaggia. In autunno partiranno i lavori di difesa e ricostruzione della duna”.

Il sistema dunale è in gran parte compromesso. In alcuni tratti cancellato. Non è più un argine a difesa della pineta. Un primo intervento test su un fazzoletto di 50 metri quadrati è servito a valutare la spesa e tarare gli appalti per la messa in sicurezza. Per la duna nel progetto che scatterà da ottobre si prevede di riutilizzare tutto il materiale vegetale accumulato dalla mareggiata e i tronchi degli alberi abbattuti.

Il governatore Enrico Rossi con Fabrizio Lotti

LA RICOSTRUZIONE

La gente si è subito messa al lavoro. Non si è lasciata piegare dalla mareggiata. Si è rimboccata le maniche. “È come avere un bar danneggiato di fronte a un ponte crollato – spiega Lotti, che è presidente del Consorzio balneare Costa Est -. Abbiamo iniziato a ricostruire il bar confidando che chi di competenza si sarebbe occupato del ponte, che per noi è la spiaggia. Se non sarà così avremmo lavorato a vuoto. Ma in questi mesi tutti hanno fatto la loro parte e corso come dei matti. Saremo pronti per l’estate”. C’è anche l’apporto dei volontari. Non si contano le iniziative per ripulire la Costa Est dai rifiuti portati dal mare. E danno il segno di come quanto accaduto sia stato vissuto come una violenza a un luogo dell’anima.

Lavori di ricostruzione al bagno Mirollino

LA MINACCIA

I vecchi piombinesi raccontano della grande mareggiata del 1966, di quella del ’79, quella dell’81. In un crescendo di eventi sempre più ravvicinati tra di loro. Le più recenti, che hanno spinto il mare dentro la pineta, sono del 2002, 2008 e 2012. I tempi si accorciano. E danno il segnale che si deve accelerare il percorso per un progetto di protezione della Costa Est. Servono le opere a mare la cui progettazione era già in corso prima che il 29 ottobre stravolgesse l’ordine delle priorità. Lo scorso luglio ci si è interrogati anche oltre che sui progetti di riequilibrio e ripascimento dell'arenile anche sulla crescente presenza di ghiaia sulla spiaggia, specie nel tratto tra Perelli e l’Orizzonte. La mareggiata del 29 ottobre ha stravolto tutto. Ma il problema c’era già. Ed è un tema da approfondire e valutare. Mentre l’intervento strutturale prevede di tamponare le interruzioni nella fascia di panchina che affiora in mare e corre lungo la linea di costa. Una sorta di diga soffolta naturale che ha bisogno di essere reintegrata e rafforzata. C’è anche una stima di massima. Servono 3 milioni di euro.