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Vertenza Alival, la proprietà snobba il tavolo di crisi in Regione

Lavoratori e sindacati davanti allo stabilimento Alival di Ponte Buggianese

Ponte Buggianese, esterrefatti istituzioni e sindacati: la Nuova Castelli preferisce trattare con il ministero a Roma 

PONTE BUGGIANESE. I rappresentanti della Regione, le rsu aziendali e i rappresentati delle istituzioni, fra cui il sindaco di Ponte Buggianese, hanno atteso invano che, alle 15 di ieri, la Lactalis si presentasse al tavolo di composizione della crisi in Ppalazzo Guadagni Strozzi Sacrati, a Firenze. La multinazionale francese non si è presentata al vertice convocato a tempo di record dalla Regione per scongiurare la chiusura della Alival di Ponte Buggianese, prevista per i primi mesi del 2023. Come motivazione, l’azienda ha addotto la sua preferenza per il tavolo nazionale che sarà convocato a suo tempo al ministero dello Sviluppo economico.

In un comunicato, la Nuova Castelli (l’azienda della multinazionale francese che controlla direttamente la Alival) sostiene non opportuna una sua presenza al tavolo regionale, auspicando altresì che la Regione Toscana «partecipi con spirito di collaborazione al futuro tavolo nazionale».


In pratica, con un atteggiamento considerato ai limiti del provocatorio, la proprietà auspica che la Regione reciti un ruolo propositivo nel futuro tavolo di confronto, mentre essa stessa, al tavolo regionale, ha preferito non presentarsi neppure, lasciando di stucco tutti gli attori coinvolti a vario titolo in questa vicenda.

«È la prima volta in una vertenza sindacale che la proprietà non si presenta al tavolo regionale adducendo motivazioni pretestuose – ha affermato Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per le crisi aziendali – e questo ci lascia a dir poco esterrefatti».

Profondamente delusa dalla brutta piaga che sta prendendo la vicenda, si è dichiarata anche l’assessora Alessandra Nardini. «Vi sono strumenti e alternative che la Regione può mettere in campo per scongiurare la chiusura – ha affermato piccata – e per questo rinnoviamo l’invito alla proprietà a presentarsi al confronto regionale».

Durissima, come era logico prevedere, la reazione delle organizzazioni sindacali che, peraltro, la Lactalis cerca di dividere, riconoscendo come controparte solo i sindacati confederali, cercando così di bypassare l’Ugl che, a differenza di Cisl e Uil, in azienda è presente con una rappresentante nella rsu.

Al termine del confronto in Regione, che, senza la controparte padronale, si è risolto in un nulla di fatto, la Flai Cgil e l’Ugl Agroalimentare hanno rilasciato una dichiarazione comune: «Restiamo esterrefatti dalla mancanza di rispetto verso le lavoratrici e i lavoratori, ma anche verso la Regione e i Comuni coinvolti, visto che la crisi della Alival coinvolge, oltre allo stabilimento di Ponte Buggianese, anche quelli di Porcari, in provincia di Lucca, e di Cinigiano, in provincia di Grosseto. Nell’attesa che il Mise si esprima e convochi al più presto un tavolo di crisi nazionale – prosegue la nota congiunta – riteniamo comunque il tavolo regionale un pilastro essenziale per garantire la sopravvivenza del sito e il mantenimento dei livelli occupazionali. Apprezziamo comunque la volontà della regione di continuare il percorso condiviso e il sostegno dato ancora una volta alla necessità di un tavolo nazionale, coinvolgendo anche la Regione Calabria, pesantemente toccata dalla crisi Alival nello stabilimento di Reggio Calabria».

E così i lavoratori dello stabilimento di Ponte Buggianese vedono svanire questa prima opportunità di risoluzione della crisi.

«L’atteggiamento della Lactalis – fa notare ancora la Regione toscana – rappresenta una ferita profonda nella storia recente delle vertenze occupazionali della Toscana che non deve tuttavia rappresentare un precedente».

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