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Hotel La Pace, gli albergatori di Montecatini esultano: «In città tornerà il turismo di livello top»

Il Grand Hotel & La Pace di Montecatini è passato di proprietà

La storica struttura è stata acquistata dalla figlia di un deputato della Duma originario della capitale tartara di Kazan

MONTECATINI. Con il passare delle ore, inizia lentamente a diradarsi l’atmosfera “fumo di Londra” che per tanti mesi ha avvolto le vicende relative al passaggio di proprietà del Grand Hotel & La Pace. L’immobiliare “Pucci via Veneto” – in cui Stefano Pucci deteneva il 48% circa delle quote e la famiglia di immobiliaristi Bassetti circa il 51% (con poche briciole rimaste a pochi azionisti locali) – è stata acquisita per una percentuale che oscilla intorno al 98% da una giovane donna originaria della federazione russa ma di cittadinanza inglese, Karina Bogulsavskaya, 31 anni, figlia di Irek Borisovich Boguslavky, 55 anni, della città tartara di Kazan, deputato della Duma attualmente sotto la lente dell’Unione europea.

La nuova e ricca proprietaria ha provveduto a nominare un nuovo consiglio di amministrazione della società, con presidente e consiglieri nuovi di zecca. La difficile situazione internazionale, che ha in pratica bloccato totalmente il flusso turistico dai paesi ex Urss, sta rappresentando tuttavia uno scoglio per la nuova proprietà. Inutile, al momento, procedere speditamente con i lavori di ristrutturazione dell’hotel, visto che il livello di clientela che dovrà accogliere sarà non di alto, bensì di altissimo livello.


«Per il momento – afferma Sabrina Giraldi, tour operator e membro di Confindustria Hotel – il movimento turistico verso l’Italia dai paesi ex sovietici è totalmente annientato. Ho dei partner di lavoro in Lituania, che pure non è affatto coinvolta nel conflitto, con i quali riuscivo comunque a dar vita a un lavoro interessante. Attualmente neppure con loro riesco più a organizzare alcunché».

Dalla Russia e dall’Ucraina non si esce.

«Gli imprenditori oculati – puntualizza però Fabio Cenni, da poco presidente regionale di Assohotel Confesercenti – guardano però lontano, a quando questa assurda guerra sarà finita. Un investimento del genere, che non riesco a quantificare ma che sarà di svariati milioni di euro, comporterà senz’altro un progetto di hotel di grandissimo livello, che andrà a costituire un tassello importante per una città che vuole riposizionarsi al top delle eccellenze italiane. Dopo tanti anni in cui Montecatini ha puntato tutto sui gruppi del turismo organizzato, adesso il vento è cambiato, e si torna a inseguire un segmento di mercato di altissimo livello. Ne è la prova la grande ristrutturazione cui andò incontro, cinque anni fa, l’attuale Hotel Montecatini Palace, che, da semplice tre stelle, è stato trasformato dall’attuale proprietà in un 5 stelle con clientela di alto livello. Un progetto ancor più ambizioso sembra essere stato partorito per il nuovo corso dell’hotel Belvedere. Una simile struttura, si rivolgerà quindi essenzialmente a un turismo dalle grandi possibilità economiche, escludendo senza se e senza ma il transito dei gruppi».

Sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda di pensiero, Carlo Bartolini, presidente di Apam Federalberghi Montecatini.

«Per la città – ci dice con entusiasmo – la vendita del Grand Hotel & La Pace a una nuova proprietà è una notizia bellissima. Sono certo che il nuovo corso darà lustro ulteriore all’hotel, posizionandolo a livelli qualitativi mai raggiunti. Quello che tuttavia mi fa ancor più ben sperare, è il cambio di tendenza nel modo di fare imprenditoria alberghiera in città. I tempi della ricerca della quantità paiono destinati al tramonto, e Montecatini pare voglia percorrere la strada del turismo di altissimo livello. Forte dei Marmi, anni fa, ha fatto una scommessa del genere, vincendola poi alla distanza».

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