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Montecatini, l'abergo più prestigioso in mano ai russi: un’operazione da 30 milioni di euro

Una veduta dall’alto del Grand Hotel & La Pace nel centro di Montecatini

L’acquisto, avvenuto a inizio febbraio, è stato però congelato dalle sanzioni imposte dall’Unione Europea all’ex paese sovietico

MONTECATINI. Un imprenditore russo ha assunto il controllo del Grand Hotel & La Pace, l'albergo a 5 stelle più prestigioso di Montecatini.

Tuttavia, l'operazione finanziaria - che avrebbe un valore intorno ai 30 milioni di euro - è momentaneamente 'congelata', per impedire che sul bene vadano a infierire le sanzioni internazionali contro il Governo di Putin. L' Hotel, da tempo bisognoso di importanti lavori di ristrutturazione, è attualmente chiuso al pubblico. La vecchia proprietà costituita da Stefano Pucci e dalla famiglia milanese Bassetti, titolare dell'omonimo marchio di biancheria, ha di fatto concluso il trasferimento delle proprie azioni al nuovo proprietario agli inizi di febbraio, pochi giorni prima che il Governo russo decidesse attaccare l'Ucraina.


Da allora sul futuro del prestigioso hotel è calata la nebbia dell'incertezza, alimentata dalla mancata apertura stagionale che è sempre coincisa con le vacanze pasquali. Proprio ai primi di febbraio, il consiglio sindacale della Pucci Via Veneto, la società immobiliare che formalmente controlla l'hotel, si è dimesso, dopo aver però approvato il bilancio societario relativo al 2021. Un bilancio pesantemente in rosso, che l'iniezione di denaro fresco proveniente da 'oltrecortina' (termine purtroppo tornato in auge) ha provvidenzialmente contribuito a sanare. L'operazione è stata seguita sin nei minimi dettagli da uno studio legale di Carrara e da uno studio contabile di Bologna, che hanno probabilmente assistito il nuovo proprietario 'di fatto' dell'hotel a rastrellare tutte le quote sociali presenti sul mercato e non in possesso né di Pucci né della famiglia Bassetti. La famiglia Boldrini, titolare dell’Hotel Parma & Oriente, ha accettato di cedere le azioni in suo possesso dietro a un corrispettivo che pare che si aggiri intorno ai 100.000 euro. L'imprenditrice montecatinese Paola Innocenti avrebbe accettato la somma di 15.000 euro per girare in mano russa il suo piccolo gruzzoletto di azioni.

Il passaggio del Grand Hotel & La Pace all'imprenditore russo, la cui identità è avvolta nel mistero, segue il lunghissimo periodo di crisi che l'albergo ha attraversato a partire dal nuovo millennio. Una crisi dovuta non a un calo di clientela ma a una mutazione genetica della stessa. Ai nobili, agli attori di cinema e ai politici più influenti del mondo, fecero seguito i gruppi delle gite organizzate, con un budget decisamente ridotto rispetto ai frequentatori di un tempo. Malgrado questo clima di decadenza, il Grand Hotel & La Pace ha continuato imperterrito a esercitare un fortissimo richiamo attrattivo verso i ricchissimi turisti russi che, negli ultimi anni, hanno fatto la fortuna di Montecatini. Un' attrazione che per il nuovo proprietario russo si è rivelata addirittura fatale e, in questo momento, piuttosto pericolosa ai fini dei suoi interessi economici. L'hotel è e dunque resterà chiuso chissà per quanto tempo, Montecatini perde, almeno per il momento, un altro pezzo della sua storia.

Al Grand Hotel & La Pace lavoravano ai tempi d'oro oltre 50 persone, fra camerieri, cuochi, addetti alla reception e uomini di fatica. Negli ultimi anni la crisi aveva colpito duro, e il personale era ridotto all'osso. La maggior parte degli ospiti, tuttavia, continuava ad affluire dalla Russia e dal mondo ex sovietico, Ucraina compresa. La guerra ha stravolto tutto, costringendo il nuovo padrone a celarsi nell'ombra senza poter dare il via ai lavori di adeguamento necessari per una ripresa a pieno ritmo della struttura.

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