È di Pescia il “super Marco” che ha operato Ambra Angiolini

Il post pubblicato da Ambra su Instagram, Marco Fantozzi

Tra i più famosi esperti mondiali nella chirurgia refrattiva per i difetti visivi, il dottor Fantozzi ha tra i suoi pazienti molti vip ma anche tanti bisognosi

PESCIA. A inizio febbraio, l’attrice Ambra Angiolini ha svelato ai suoi fan, attraverso Instagram, di essersi sottoposta a un delicato intervento di chirurgia agli occhi: «Grazie Marco… sono tornata a “vedere” bene… in ogni senso» aveva scritto allegando una foto in cui abbraccia il misterioso medico.

L’immagine e la notizia sono rimbalzate sui social e sui giornali per mesi. Ma chi è Marco, l’oculista che l’ha operata? Si tratta del dottor Marco Fantozzi, di Pescia. Un’altra eccellenza professionale del territorio pesciatino e non solo.


Classe 1958, laureato in medicina e chirurgia nel 1983 e specializzato in oculista, ha lavorato negli Usa per alcuni anni in diverse equipe mediche in interventi di chirurgia refrattiva con il laser. Tornato a Pescia nei primi anni Novanta, ha continuato a viaggiare in tutta l’Italia e in buona parte del mondo grazie alla sua grande esperienza nel settore. Oggi, Marco Fantozzi opera al Centro laser Casa di cura San Rossore di Pisa e in cliniche a Genova, Roma e Milano, e anche a Ginevra, come chirurgo corneale della Clinique de L’Oeil.

Insomma, si tratta uno dei migliori specialisti negli interventi per miopia, astigmatismo, cataratta e trapianti della cornea.

Negli ultimi vent’anni la chirurgia refrattiva ha compiuto progressi inimmaginabili nella correzione dei difetti della vista. «I primi interventi – spiega Marco Fantozzi – sono stati fatti con il Prk: un recupero visivo non immediato e una fase post operatoria dolorosa. Successivamente, siamo passati alla Femtolasik e nel 2005, a Prato, siamo stati i primi in Italia ad avere questo strumento, operando molti pazienti. Oggi, abbiamo l’ultima nata, la Smile: dove sono stati eliminati i dolori post operatori e minimizzato i rischi, e non esiste più l’occhio secco. È utilizzata per miopie molto elevate. Si lavora anche con l’astigmatismo e a breve, si potrà lavorare anche sull’ipermetropia».

Attualmente, il dottor Fantozzi ha effettuato circa 25mila interventi di refrattiva, oltre 10mila di cataratta e circa 200 trapianti di cornea.

Benché possa anche vantare di essere membro della prestigiosa Aecos – esclusiva associazione a numero limitato dei massimi esperti della chirurgia refrattiva e cataratta del mondo – e nonostante personaggi famosi (come appunto Ambra, il cantante Francesco Renga, l’attrice Marta Gastini, la nuotatrice Laura Letrari e il campione mondiale Fabio Scozzoli) si siano rivolti a lui, “super Marco”, come lo ha definito l’attrice romana, si confonde fra le persone comuni, con genuina umiltà. Saluta allo stesso modo e con lo stesso sorriso rassicurante, Maria Grazia, Sara o Giovanni, poco importa la professione della persona. E proprio per questa sua caratteristica, Marco Fantozzi accetta volentieri anche sfide “impossibili”. Agli inizi degli anni Duemila, ad esempio, è stato protagonista di una puntata del programma serale di Maurizio Costanzo, in cui il noto giornalista gli lanciò una sfida: avrebbe dovuto visitare gratuitamente una settantina di persone con problemi alla vista causati da interventi errati, e se, tra questi, vi fosse stato un paziente operabile con il laser, l’intervento sarebbe stato gratuito. Sfida accettata e promessa mantenuta.

E ieri come oggi, Marco Fantozzi è estremamente grato per il dono che ha ricevuto: «La vita mi ha dato tanto, se posso fare qualcosa per una persona meno fortunata, io la faccio» spiega. Come quando due anni fa, in vacanze nelle Antille Olandesi, conobbe un giovane pescatore con un occhio completamente bianco.

«Zarzinio Josephia, per gli amici Zarpin, 31 anni – racconta commosso il dottore – Andavo a comprare il pesce da lui. Mi ero accorto del problema e mi ha riferito che aveva perso la vista a causa di un’infezione. Al ritorno in Italia ho parlato con la direzione generale della Casa di cura San Rossore e ho chiesto se era possibile fare un’opera umanitaria per questo giovane. Grazie alla clinica di Pisa e alla Banca degli occhi di Genova, che ci ha fornito la cornea, abbiamo organizzato tutto: il viaggio, il soggiorno e l’intervento. Zarpin è arrivato con la mamma Luvia. Dopo qualche tempo, sono tornato nelle Antille per togliergli i punti, nell’ospedale locale, con il cui oculista sono in ottimi rapporti. L’anno dopo, gli ho fatto la cataratta e ora ha un’ottima visione di 9 decimi».

Ma perché Genova e non la Banca degli occhi di Lucca?

«Ho chiesto prima a Lucca, spiegando che era per scopi umanitari, ma hanno risposto che per il loro protocollo non era possibile» risponde il medico dei vip e dei bisognosi.

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