Rischio licenziamenti ad Alival, Regione convoca l’azienda: «Coinvolgeremo al più presto il ministero»

Lavoratori e sindacati davanti allo stabilimento della Alival di Ponte Buggianese

L’assessora Nardini apre il tavolo di crisi con enti locali e sindacati. «Gli strumenti per evitare la chiusura esistono»

PONTE BUGGIANESE. «Avremo al più presto un passaggio con la proprietà a cui chiederemo di venire al tavolo al più presto possibile per chiarire le sue intenzioni».

Primo round di trattative in Regione per scongiurare la chiusura della stabilimento Alival di Ponte Buggianese. Ieri alle 15, in modalità on line, si è aperto il tavolo di concertazione fra Regione, enti locali e sigle sindacali, con lo scopo di salvaguardare l’occupazione dei 74 lavoratori dello stabilimento di Albinatico. Presenti all’incontro l’assessora regionale al Lavoro Alessandra Nardini e Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per ciò che concerne le crisi occupazionali.


Fabiani ha annunciato l’imminente convocazione al tavolo: «Riteniamo infatti che questa vicenda abbia una priorità assoluta, sia per la sua gravità in sé che per il peso che Alival ricopre per il territorio».

È andata poi oltre l’assessora Alessandra Nardini che ha rilevato come «la vicenda abbia ormai i contorni di una crisi nazionale, vista la decisione dell’azienda di chiudere anche il sito produttivo di Reggio Calabria e di procedere comunque a un ridimensionamento nell’impianto di Santa Rita, in provincia di Grosseto. Per questo – ha concluso – della questione deve essere investito al più presto il ministero dello Sviluppo economico».

A dipingere un quadro estremamente realistico della situazione, sia i rappresentanti della Rsu aziendale che il sindaco di Ponte Buggianese Nicola Tesi, preoccupato per le ricadute occupazionali, dirette e sull’indotto, che un’improvvida chiusura della fabbrica comporterebbe per l’intera Valdinievole.

«Nostro obiettivo – ha proseguito il consigliere del presidente Giani – è quello di portare Alival al tavolo di trattativa in seduta plenaria. Ci sono numerosi strumenti previsti dalla legislazione che possono indurre un’impresa a rivedere le sue decisioni di chiusura. La premessa essenziale è però la presenza di un piano industriale con un cronoprogramma e investimenti certi. Questo per capire quali strumenti appunto si possono usare, inclusi gli ammortizzatori sociali, oggi potenziati con la legge di bilancio. Qualora invece l’azienda non sia in grado di supportare il bilancio – ha concluso – resta sempre la strada dell’individuazione di un player industriale che riesca a salvaguardare sia l’occupazione che l’attività sul territorio. La responsabilità sociale d’impresa è totalmente confliggente con il semplice abbandono di una realtà produttiva».

Intanto, in vista delle manifestazioni del Primo maggio, una folta delegazione di lavoratori della Alival parteciperà al corteo in programma domani a Pistoia, con partenza alle 9,30 dalla sede della Cgil in via Puccini. L’Ugl invece porterà la questione direttamente a Bruxelles, dove il sindacato celebra quest’anno la ricorrenza della Festa del Lavoro.

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