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Crisi delle Terme di Montecatini, sarà concordato in bianco. Due gli scenari possibili

La Palazzina Regia in viale Verdi, sede della società Terme di Montecatini Spa

Ecco la decisione definitiva. La Giunta darà mandato all’amministratore unico di avviare tutte le azioni volte alla necessità di preservare il patrimonio per la tutela dei creditori e del territorio

MONTECATINI. È ufficiale: si va verso il concordato in bianco. L’assessore Stefano Ciuoffo è chiaro parlando in consiglio regionale della necessità di scongiurare il pericolo di fallimento della società, anche superando la messa in liquidazione espressa negli atti regionali. «La presentazione della domanda di concordato consente di azionare tutte quelle cautele previste nella legge di conservazione del patrimonio dalle aggressioni dei creditori per tutto il periodo concesso dal tribunale per la predisposizione del piano concordatario».

La Giunta darà mandato all’amministratore unico Alessandro Michelotti di avviare tutte le azioni volte alla necessità di preservare il patrimonio per la tutela dei creditori e del territorio. «Sarà funzionale alla predisposizione di un piano concordatario in tempi congrui al fine di limitare la perdita di liquidità», dice l’assessore alle Infrastrutture digitali e all’innovazione. Si prevede anche la cessione dei rami d’azienda funzionali all’esercizio dell’attività termale, eventualmente preceduti da un affitto dell’azienda stessa. « Sarà possibile così azionare tutte le cautele previste nella legge di conservazione del patrimonio dalle aggressioni dei creditori per il periodo concesso dal tribunale».

Ciuoffo ha ricostruito anche la storia della società di cui Regione Toscana è socio con una partecipazione pari al 67,1 per cento. «La situazione di grave criticità economico finanziaria - dice - ha reso necessaria l’adozione di un piano di ristrutturazione del debito. Per rientrare della posizione debitoria nei confronti del pool di banche, con capogruppo Bnl».

Ciuoffo svela anche che «c’è una ipotesi che può vedere il sistema complessivo del patrimonio delle Terme di Montecatini rivalorizzato da soggetti diversi, che attraverso il ponte di ramo d’azienda possono dare continuità al servizio».

All’orizzonte due scenari: quello in cui un soggetto unico, rilevando quote di maggioranza della società, possa dare continuità al sistema come oggi; oppure più soggetti che intervengono mettendo a sistema progettualità diverse. «Potrebbero entrare in gioco anche soggetti istituzionali come Cassa depositi e prestiti: recentemente il presidente Giani ha fatto incontri, ricevuto attenzione - aggiunge Ciuoffo -. Ho riscontri che Cassa depositi e prestiti sia interessata e abbia innescato verifiche anche con operatori a livello nazionale con esperienze consolidate verso le Terme. In campo poi azioni promosse dagli Uffizi Diffusi, con l’impegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, progetto a cui teniamo in maniera particolare ».

Con i tempi necessari, sempre nell’ambito della cornice definita da un concordato per «un percorso che aggiungerebbe qualcosa all’offerta e alla promozione della città. Abbiamo diverse soluzioni».

La Regione che acquista Il Tettuccio: sogno o realtà? «È sul tavolo da tempo e purtroppo abbiamo anche la risposta - dice Ciuoffo - ad oggi tecnicamente non è possibile per un socio di una società senza le condizioni di continuità (legge Madia). Un soggetto pubblico non può pensare di risanare la propria società investendoci direttamente o indirettamente».

La necessità del concordato. «Sarà possibile nell’ambito del concordato - dichiara l’assessore -. Nel momento in cui i soggetti saranno distinti potremmo intervenire acquisendo asset patrimoniali. Certo che rimane l’obiettivo di compartecipare al mantenimento della proprietà pubblica degli edifici simbolo».

La Regione vuole uscire dalla società e dalla gestione. «Sono asset di impresa che devono essere portati avanti con capacità e l’esperienza di un privato. Quindi con questo confermo che non c’è l’interesse della Regione a rimanere nella gestione . Nella fase del concordato, nella discussione del patrimonio, auspicheremmo che si proceda con la dismissione progressiva di ciò che non è strategico. A scalare gli edifici simbolici: Excelsior Tettuccio Redi. Hanno una unicità che tendiamo a salvaguardare».