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Muore a 61 anni il poliziotto gentile amato dalla gente

Giuseppe Mussi e Giuseppe Mussi (primo da destra) in una foto di alcuni anni fa con i colleghi e il dirigente Picariello

Montecatini, ucciso dal Covid dopo un ricovero di alcuni giorni a Pistoia. Negli anni ’90 entrò a far parte della squadra antirapine

MONTECATINI. È morto di Covid Giuseppe Mussi, 61 anni, poliziotto stimato e apprezzato. Le sue condizioni si erano aggravate da giorni, era ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale San Jacopo di Pistoia, ma tutti speravano in un miracolo. Mussi era in pensione da alcuni anni. Aveva lavorato al commissariato di Montecatini distinguendosi per la professionalità e l’attaccamento alla divisa.

La sua attività di massima soddisfazioni negli anni ’90 e nel 2000 quando faceva parte di una squadra che sembrava uscita da un film poliziesco. Le grosse rapine in banca, alle poste di Montecatini e della Valdinievole, con i malviventi che venivano sistematicamente arrestati dagli uomini del commissariato. Omicidi con i colpevoli subito rintracciati anche a seguito di attività investigativa e con l’impiego della polizia scientifica. Manifestazioni di partito, con grossi personaggi, ma anche nei servizi di ordine pubblico lo vedevano sempre in prima linea, un punto di riferimento anche nei servizi per il basket e nello sport.


Lo ricorda con affetto Giuseppe Picariello , 17 anni da dirigente al commissariato di Montecatini: «Ho sempre avuto grande considerazione e stima per Giuseppe, sia quando lavorava nella squadra di polizia giudiziaria che in quella amministrativa. Un poliziotto disponibile nei confronti dei cittadini. Un punto di riferimento per tutti gli uomini del commissariato. Con determinazione affrontava i problemi lavorativi dimostrando sempre la sua capacità professionale. È stato un esempio per molti giovani poliziotti che ancora adesso proseguono con gli insegnamenti ricevuti da lui».

Anche sui social, amici ed ex colleghi hanno voluto salutarlo. “Buon viaggio anima educata e gentile”; “Ho ricevuto una di quelle notizie che non si vorrebbero mai sentire, caro amico te ne sei andato per una bestia chiamata Covid, eri una persona umile e buona di cuore”; “mi mancherà il collega, la persona mite, straordinaria e gentile, garbata e disponibile”.

Tristezza e sconcerto fra chi ha lavorato al suo fianco. «È stato tutto, mi ha insegnato a fare il poliziotto, era caparbio nelle sue missioni, una guida – dice Giuseppe Tiscione –. Ha amato tutto quello che faceva. Con lui sono stati anni di grande soddisfazione. La gente ci amava e temeva. Rapine appena fatte e subito i colpevoli in manette. Lavoravamo senza ostacoli. Mussi era il nostro punto cardine. Dal 3 gennaio era ricoverato in terapia intensiva, stamani è arrivata la notizia che ci ha sorpreso tutti». Si aspetta di conoscere la data esatta e il luogo del funerale, che dovrebbe svolgersi sabato nella chiesa di piazza del Popolo.

Alla famiglia le più sentite condoglianze del Tirreno.

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