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Pescia, la minoranza chiede di andare al voto. Giurlani non ci pensa: «A giugno ritorno»

Il consiglio comunale di insediamento di Oreste Giurlani a sindaco di Pescia, il 13 luglio 2018

Nella diretta Facebook il sindaco sospeso dice di non vedere l’ora di riprendere il lavoro per portare a termine il programma

PESCIA. C’è il partito del commissario prefettizio e quello del subentro dell’assessore anziano. All’indomani delle dimissioni del sindaco facente funzioni Guja Guidi, i cittadini e i loro rappresentanti politici non possono fare a meno di interrogarsi sul “dopo”. Lo fanno sui social e lo fanno per strada, al bar e davanti all’edicola. Che succederà adesso? La decisione spetta al prefetto Gerlando Iorio, ma non la renderà ufficiale prima di venti giorni: tanto è il tempo che la legge concede, infatti, al dimissionario per eventuali ripensamenti. E mentre c’è chi auspica di lasciare la voce al popolo e di andare a elezioni, il sindaco sospeso Oreste Giurlani, con la sua consueta diretta Facebook, annuncia invece il suo ritorno.

«Cosa certa è che rimane il consiglio e a fine giugno ritornerò». Giurlani ha spiegato che è suo diritto, infatti, al decadere del provvedimento di sospensione, ritornare a ricoprire la sua carica e che nei prossimi giorni la Prefettura deciderà, visto che è una situazione senza precedenti, se affidare il ruolo di sindaco facente funzioni all’assessore anziano Aldo Morelli o nominare un commissario che faccia le veci di sindaco e giunta. «Ho molte cose da fare, ho da finire il mio programma, ho preso degli impegni con voi e voglio portarli fino in fondo. Non vedo l’ora di tornare proprio perché ho la responsabilità di questa comunità – ha concluso Giurlani nella sua diretta Facebook –. Volevo ringraziare il mio gruppo di maggioranza, estremamente unito e che sta guidando questo Comune insieme alla giunta. Guja ha fatto un ottimo lavoro, mi ha sostituito con professionalità e passione, io la ringrazio e le auguro una pronta guarigione».


Il dopo che prefigura l’opposizione non potrebbe essere più diverso. In una lettera aperta alla cittadinanza, Fratelli d’Italia ipotizza che le dimissioni di Guja Guidi «potrebbero non essere un fulmine a ciel sereno, ma bensì studiate a tavolino».

«Non è forse che quel che rimane dell’attuale giunta comincerà ad appellarsi al momento drammatico ed ai fondi in arrivo del Pnrr per porre in essere il proprio obiettivo, vale a dire quello di resistere, aspettando luglio per il rientro del sindaco sospeso? – scrive Roberto Franchini, portavoce di FdI Pescia –. Oppure commissariare la giunta, mantenendo in carica il consiglio, in attesa del Messia? Dalla primavera 2014 Pescia è in queste mani ed è ora di porre fine a questa ecatombe istituzionale prendendo in seria considerazione la possibilità di imminenti elezioni».

FdI elenca le problematiche che affliggono la città: Corte dei Conti, processi penali, debiti a più non posso, cause scellerate, protocolli occultati, pareri legali insabbiati. «A Pescia, oltre la governabilità, è stata tolta la dignità – prosegue la lettera –. Le dimissioni della dottoressa Guidi rendono ancora più problematica la futura gestione amministrativa: il sindaco è sospeso fino a luglio, e senza il vice sindaco facente funzioni ancora si vuol far credere alla fattibilità di una amministrazione (agonizzante) trainata dall’assessore anziano».

Anche il Partito Democratico di Pescia, che nel precedente mandato sosteneva Giurlani, non nasconde disappunto e preoccupazione per la situazione che è venuta a determinarsi. «La città non può rimanere imbrigliata nei problemi interni di un’amministrazione sempre più arroccata nel palazzo – scrive in una nota alla stampa – specialmente considerando i numerosi problemi da affrontare a partire dal bilancio comunale. Non possiamo che essere ancora di più preoccupati dalla situazione in cui si sta trovando il Comune di Pescia a causa di questa amministrazione; situazione sempre più grave e ormai insostenibile. I consiglieri comunali di maggioranza ne sono consapevoli? I cittadini non sanno ormai se in Comune esista un’amministrazione nel pieno delle funzioni, secondo quanto prevedono le leggi italiane, oppure no. A questo punto non possiamo che affidarci agli organi dello Stato che hanno poteri e responsabilità di vigilanza sugli enti locali e che siamo sicuri che non saranno indifferenti rispetto ad una situazione purtroppo sempre più unica, oltre che grave».