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Saldi a Montecatini, partenza a due velocità: bene le boutique male le catene

Lo shopping funziona nei negozi che puntano sulle griffe: «Città in decadenza, non siamo più così appetibili»

MONTECATINI. Dovevano essere i saldi della ripartenza ma, almeno finora, sono pochi i commercianti ad essere soddisfatti per l'andamento di queste vendite di fine stagione. A Montecatini si conferma infatti la tendenza che vede solo i negozi dal target medio-alto dominare la scena, lasciando a tutti gli altri appena le briciole. A riprova di ciò, è bastata una nostra ricognizione, nei pomeriggi di sabato e domenica, nella direttrice corso Roma-piazza del Popolo-corso Matteotti. Gli shoppers 'parlano' chiaro: quelli ostentati dai patiti dei saldi sono solo quelli dei negozi di grido, sia di abbigliamento che di calzature.

Chi si gode dunque una partenza al fulmicotone è Andrea Bonvicini, titolare dell'omonima boutique di corso Matteotti. «La clientela ha riacquisito la voglia di uscire e di provare fisicamente i capi che ha intenzione di acquistare – afferma – anche se parallelamente continuano ad andare a gonfie vele anche le vendite on line». Con una superficie di vendita di oltre 1000 mq e 30 dipendenti assunti in pianta stabile, il negozio costituisce da tempo un vero e proprio punto di riferimento, non solo per la clientela locale ma anche per quella internazionale. «La forte contrazione del turismo ci toglie un'importante fetta di mercato – prosegue – tenendo per il momento lontano i nostri clienti russi. La partenza della stagione dei saldi è stata tuttavia buona, anche se le recenti normative in fatto di limitazione all'uso del contante a 999 euro per singola transazione costituisce un ostacolo non da poco non solo al commercio ma anche e soprattutto alla fluidità dell'economia».


Clima sereno e grandi sorrisi anche al negozio di calzature Bartolini, la cui vetrina costituisce per molti l'ingresso nel centro cittadino lato corso Matteotti. Ad accoglierci ci sono i fratelli Jacopo e Simone Bartolini, titolari dell'attività. «La nostra clientela non ci abbandona mai – dicono all'unisono – e anche in quest'occasione si è dimostrata fedele. E questo malgrado il terrorismo mediatico che vorrebbe invitare tutti a restare a casa...».

Le dolenti note iniziano pochi metri più avanti, quando parliamo con Giulia Magrini, titolare del negozio di intimo Yamamay di corso Matteotti. «I saldi vanno male perché questa città non è più appetibile – afferma senza troppi giri di parole – e questo a causa del clima di decadenza che ci affligge. Inoltre manca un effettivo coordinamento fra comune e commercianti. Questo porta a iniziative poco convincenti come l'edizione attuale della Casa di babbo Natale».

Critici verso la situazione cittadina sono anche Marco e Amalia Massetani, titolari della boutique di corso Matteotti che porta il loro nome. «A Montecatini manca il gioco di squadra fra le varie componenti cittadine – dicono – e questo costituisce decisamente un handicap. Nel complesso, siamo però soddisfatti perché la gente sta vincendo la paura e, seppur lentamente, sta ricominciando a uscire».

Musi lunghi anche da Kiko, importante negozio di cosmetici in corso Matteotti. «I clienti – afferma Valentina Cecchini – spendono con cautela sin troppo eccessiva. Evidentemente, manca ancora un clima di fiducia».

Chi rimpiange poi i bei tempi andati, quando i turisti russi si pavoneggiavano fra le vie cittadine, è Alessandra Michelozzi, titolare del negozio di abbigliamento per bambini Brums in corso Roma. «Questi saldi – puntualizza – sono ben poca cosa. Con il turismo ridotto all'osso, e con quello proveniente dalla Russia pressoché azzerato, è difficilissimo mandare avanti un negozio in una realtà come la nostra».

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