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L'energia elettrica di Lamporecchio per far muovere la metropolitana di Casablanca

L'energia elettrica che consentirà di far muovere la metropolitana di Casablanca passa dalle apparecchiature e dai quadri elettrici di media tensione realizzati dalla Sel

Lamporecchio. L'energia elettrica che consentirà di far muovere la metropolitana di Casablanca passa dalle apparecchiature e dai quadri elettrici di media tensione realizzati dalla Sel Spa di Lamporecchio. È solo l'ultima lavorazione di un'azienda che esporta il made in Italy nel mondo. Dallo stabilimento di via Amendola i prodotti arrivano in più di cento paesi. Dal Medio Oriente al Sud America, dall'Australia all'Africa, passando per l'Asia. Inclusa l'Europa: clienti in Spagna, in Gran Bretagna, e anche in Italia. “Ma restiamo la classica impresa familiare creata nel 1988 da mio padre Alessandro e mio zio Leonardo sulle conoscenze di mio nonno Giorgio, che già lavorava nel settore degli impianti elettrici. E per noi l'appartenenza a questo territorio è importante e anzi è motivo di vanto”, dice Alessio Leporatti, 37 anni, che insieme al fratello 29enne Alberto rappresenta la terza generazione di un'azienda che oggi dà lavoro a 180 persone. Ed è in grande crescita: il fatturato di quest'anno si chiuderà intorno ai 35 milioni di euro, con un balzo del 25% rispetto al 2020. .

La clientela. Il sito internet tutto in lingua inglese spiega qual è il raggio d'azione della Sel. Una rete commerciale diffusa fa il resto: rappresentanze dirette (tra agenti e importatori) in una ventina di nazioni. La tecnologia prodotta dall'impresa della famiglia Leporatti serve le compagnie di distribuzione dell'energia elettrica (come la nostra Enel) e i grandi cantieri privati (per la costruzione di grattacieli, nuove zone residenziali, centri commerciali) in Medio Oriente, in Sud Africa e negli stati del nord Africa. E ancora in India, in Vietnam e in Australia. Le apparecchiature e i quadri elettrici della Sel si trovano anche in una centrale idroelettrica a 3.000 metri d'altitudine in Ecuador. «Cominciamo alle 7,30 con una telefonata dall'Australia, finiamo la sera tardi con una telefonata dal Brasile – sottolinea Leporatti – dobbiamo gestire i vari fusi orari».


Nel 2022 è prevista la consegna del prodotto al servizio della nuova e futuristica città di Neom, in Arabia Saudita, che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman vuole costruire nel deserto su una superficie complessiva di 26.500 chilometri quadrati (estesa più o meno come la Sicilia). Il marchio Sel sarà dunque presente nel più grande cantiere mai esistito.

In Italia. Nel nostro paese la tecnologia della Sel fa funzionare la metropolitana di Milano e il quartiere iper tecnologico di City Life, diventato simbolo del capoluogo lombardo con i suoi tre grattacieli (“lo storto”, “il dritto” e “il curvo”) e il grande centro commerciale, strutture progettate da architetti di fama per la riconversione dell’ex area fieristica del Portello, il progetto di riqualificazione urbana più ampio d'Europa. La Sel “illumina” anche le nuove gallerie sull'autostrada A1 nei pressi di Calenzano, dove è in fase di realizzazione il tunnel a tre corsie più lungo del continente.

Il prodotto. Le apparecchiature e i quadri elettrici a media tensione sono prodotti, assemblati e confezionati a Lamporecchio. Dove si concentrano tutte le linee di progettazione, ricerca e sviluppo, e il reparto di produzione. Sel non delocalizza, al massimo esporta manodopera per i cantieri in mezzo mondo. «L'apparecchiatura è la tecnologia di nostra produzione, mentre il quadro elettrico è sia contenitore che interfaccia», spiega il manager.

La crescita. Dalla ditta Leporatti Giorgio snc, nel 1988 è nata la Sel. L'impresa ha cominciato a fornire la tecnologia e i quadri elettrici per la cantieristica navale: i grandi yacht, i traghetti dai lunghi tragitti ad esempio per le compagnie di navigazione, come Costa Crociere. È stata partner anche di Saipem. Da metà anni '90 è iniziata l'espansione soprattutto all'estero. Il 2020 e il 2021 non sono stati anni facili. «La pandemia globale, l'aumento del costo delle materie prime, fino al 3-400%, la difficoltà nell'approvvigionamento dei materiali», evidenzia Alessio Leporatti. Eppure la società nel biennio ha aumentato il suo giro d'affari di circa 8 milioni.

Il futuro. E dunque è pronta ad ampliarsi e ad assumere altro personale, da selezionare sul territorio. Nei progetti della famiglia Leporatti c'è la costruzione di un nuovo stabilimento produttivo sempre a Lamporecchio, dall'anima green: metodi di lavorazione e prodotti a basso impatto ambientale (uno degli obiettivi è per esempio ridurre il traffico dei camion), con riduzione degli sprechi e dei consumi dell'energia (è prevista l'installazione di numerosi pannelli fotovoltaici sulla copertura), con spazi verdi e filari di alberi per inserire al meglio l'azienda nell'ambiente che la circonda. Tutto questo porterebbe lavoro e occupazione, per un'azienda simbolo del made in Italy.

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