Contenuto riservato agli abbonati

Il cenone di San Silvestro? I ristoranti di Montecatini salvati dall’asporto

Tra capienze dimezzate e disdette di prenotazioni i locali alla fine si sono difesi con le consegne a domicilio e l’arrivo di qualche gruppo. «L’importante è esserci»

MONTECATINI. L’asporto e le consegne a domicilio salvano la fine dell’anno i molti ristoranti. Prenotazioni cancellate all’ultimo minuto, la variante Omicron colpisce l’economia delle strutture ricettive montecatinesi.

«Rispetto agli altri anni il nostro locale aveva la metà delle persone – dice Ina Frumos titolare del ristorante Centrale in piazza del Popolo –. Quindi abbiamo fatto il cinquanta per cento in meno. Lo scorso anno eravamo, come tutti, chiusi e abbiamo fatto soltanto l’asporto. Turisti pochi, soprattutto dopo il 31 dicembre. Abbiamo avuto soprattutto famiglie che hanno usufruito dei menù per bambini. Certamente richieste di piatti normali, nulla di caro ed esclusivo».


Si sono presentati senza prenotazione, ma alla fine la sala era semipiena. «Poteva andare peggio – racconta lo staff dell’Osteria di Poneta di via Scannavini –. Certamente non parliamo di numeri come negli scorsi anni, ma almeno non eravamo chiusi».

C’è chi si consola facendo il paragone con l’ultimo giorno del 2021. «Voglio essere ottimista – chiosa Giovanni Rotti, titolare dell’Enoteca da Giovanni in via Garibaldi –. Sono molto soddisfatto ed è andato tutto come desideravo. Certo non come negli anni d’oro, ma pensiamo a pochi mesi fa, quando eravamo con il bandone giù. Già è una fortuna essere ancora qui. Aver resistito. Ma soprattutto essere in salute».

Ci vuole ottimismo, lo pensa anche Giacomo Cardelli titolare de La Cascina di viale Verdi, che ribadisce come «nonostante tutto il bilancio lo voglio vedere in maniera positiva. Abbiamo avuto un buon numero di clienti che sono riusciti a festeggiare rispettando le norme Covid. Per la gioia dei due addetti alla sicurezza che così hanno potuto trascorrere una serata tranquilla».

E se in molti avevano disdetto, «all’ultimo momento – ricorda Cardelli – siamo riusciti a rimpiazzare e a rimediare in parte la situazione con tantissime consegne a domicilio e grazie all’asporto. Ancora un passo avanti nella speranza di un 2022 migliore».

Tutto concentrato alla fine dell’anno: lo racconta Fabio Cenni, presidente di Assohotel Confesercenti e titolare dell’hotel Erccolini e Savi e del ristorante La Pecora Nera di via San Martino. «Non abbiamo fatto pieno – dice Cenni – ci sono state moltissime disdette e poche prenotazioni. C’è stato qualche gruppo in città che ha aiutato la situazione. E stato un capodanno’ “basso”. E alla fine se abbiamo lavorato è stato esclusivamente per un giorno. Giorni da dimenticare. Ma lo sapevamo».

C’è stato anche chi si è rivolto direttamente ai clienti. «Avevamo già tolto dei tavoli, ridotto le persone in sala – afferma Valeria Innocenti, titolare del ristorante La Mandragola di via Gioberti – e diminuito la capienza rispetto agli anni precedenti, quando si potevano fare le feste. C’è stato un quaranta per cento di disdette. Ci siamo salvati perché è andato molto bene l’asporto».

«Mi ero rivolta ai nostri cienti e amici con un appello su Facebook – rivela Valeria – dal momento che avevo fatto la spesa e non potevamo permetterci di buttare via tutti questi prodotti freschi. In molti hanno letto il mio post, così anche da Lucca mi hanno chiamato e, invece di fare le spesa e cucinare da soli, hanno preso il nostro menù d’asporto. Siamo riusciti a vendere tutto. Certo a prezzi bassi, ma almeno abbiamo recuperato i costi e soprattutto non abbiamo dovuto buttare dell’ottimo cibo. Sono contenta, una situazione che sembrava veramente brutta e senza soluzione grazie alle persone di buon cuore è stata invece meno gravosa».