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Le Terme di Montecatini verso la liquidazione: «Non ci sono altre scelte»

Stefano Ciuoffo, assessore regionale al turismo

L’assessore regionale Ciuoffo spiega l’iter per individuare la strada da seguire. Assemblea straordinaria dei soci e incarico da affidare a un tecnico specializzato

MONTECATINI. Un’assemblea straordinaria per mettere in liquidazione la società Terme di Montecatini è prevista al massimo tra un mese. E proprio in questa occasione sarà deciso lo strumento giuridico che affronterà la crisi debitoria: nell’ordine del giorno ci sarà dunque anche la messa in liquidazione la società.

Stefano Ciuoffo, assessore regionale alle partecipate, non smette di lavorare alla spinosa questione neppure nei giorni di festa. «Abbiamo chiesto all’attuale amministratore Alessandro Michelotti – spiega Ciuoffo – di preparare e convocare l’assemblea straordinaria. All’ordine del giorno ci sarà l’apertura di un procedimento, da individuare come quello che sarà sostenibile».


Il socio Comune rappresentato dal sindaco Luca Baroncini è da sempre contrario alla liquidazione della società.

«Credo che questo passaggio debba essere ricondotto a una valutazione tecnica e non politica. Quello che entrambe le parti abbiamo individuato è di poter avere sul tavolo tutti gli elementi utili per una valutazione. Poi indicheremo il soggetto che dovrà fare la sintesi e dirci quale percorso seguire».

Che sarà un tecnico.

«Immagino di sì. Anche il nostro attuale amministratore è un commercialista, ma credo che sia prudente, e nel suo interesse, che si vada verso una fase di consegna di tutto il lavoro fatto a un soggetto terzo, che possa più agevolmente muoversi e dialogare in tribunale e verificare con i creditori il contesto di esigibilità, valutando le situazioni possibili. Quello che va fatto per pagare i debiti che vanno pagati».

Ci sarà la sostituzione dell’amministratore attuale, dunque?

«Non sostituiamo l’amministratore, perché si apre una partita nuova. Dovrebbe esserci un collegio liquidatorio. Ci sono diverse forme giuridiche per gestire la fase di risanamento».

Un cammino nuovo che dovrà essere deciso in accordo fra Comune e Regione. Per poter procedere così all’alienazione di alcuni immobili di proprietà delle Terme?

«I debiti non si pagano certamente con la gestione ordinaria, che non riesce neppure a pagare se stessa, ma anzi negli ultimi anni ha prodotto solo debiti. E se non si corregge questa situazione, tra le soluzioni altro che liquidazione: ha un altro nome... Una società che produce debito va soltanto chiusa».

Intanto scorrono nomi di società, ma non solo, interessate all’acquisto di alcuni edifici di proprietà delle Terme.

«Degli interessi parziali, come hanno visto tutti in questi ultimi dieci mesi, ci sono stati. Il problema è che al momento un qualsiasi acquirente non può, e ripeto non può, acquistare nulla. La società non è in condizioni di continuità. E la vendita di un immobile se non attraverso una procedura di evidenza pubblica di gara o quant’altro potrebbe essere impugnata. Siamo in una fase in cui ogni cessione potrebbe essere soggetta a revocatoria. Anche il pagamento di un debito piuttosto di un altro. C’è bisogno prima di tutto di un “ombrello”. Così non si va avanti e bisogna trovare una soluzione. Da qui al prossimo anno bisogna chiedere l’autorizzazione al tribunale e gestire la valorizzazione del patrimonio, la sua vendita, il ristoro. E in parallelo cercare di mantenere l’attività, se questa non produce debiti. E dare in affitto l’azienda a chi sarà interessato e manifesterà anche la disponibilità. Fortunatamente non tocca a me scegliere, ma a chi gestirà la prossima fase».

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