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Fumo (nero) di Londra sulle Terme Montecatini Spa

Oggi i soci proprietari (Comune e Regione) daranno l’annuncio ufficiale del “no” all’offerta della società InTax

MONTECATINI. Non è ufficiale, ma ormai è ufficiale. Salta la trattativa fra InTax e Terme di Montecatini spa. È atteso per oggi un comunicato congiunto firmato Luca Baroncini, Stefano Ciuffo e Alessandro Michelotti con la spiegazione e, soprattutto, con le risposte ai tanti perché. Una relazione firmata dall’amministratore con tutte le opportune delucidazioni e spiegazioni che informeranno i cittadini, ma non solo, delle motivazioni che hanno portato a dare un parere negativo.

Il piano industriale? Le garanzie bancarie? La probabile assenza del famoso assegno di centomila euro come caparra? Mancanza di ulteriore documentazione? La città si interroga, ma non c’è tempo da perdere. Bisogna pensare al piano B, c, d, e se necessario scomodare tutte le lettere dell’alfabeto. L’assemblea straordinaria dei soci dovrà decidere come risolvere e cosa fare adesso dopo che di fatto è stata respinta l’offerta della società inglese, amministrata dal commercialista pistoiese Stefano Fabbri.


La ricerca di un socio privato per vendere la maggioranza delle quote della società era partita per risanare i debiti e garantire un futuro imprenditoriale al passo con i tempi. La InTax si era impegnata a ricapitalizzare le Terme con 35 milioni di euro e a investire 25 milioni per il completamento delle Leopoldine e la ristrutturazione del centro La Salute.

I soci pubblici Regione e Comune aspettano il verbale dell’amministratore Alessandro Michelotti, pronti a convocare l’assemblea straordinaria. Si valuta la possibilità di un affitto di ramo di azienda che andrebbe a coprire la gestione dei servizi termali. E poi c’è tutto il patrimonio immobiliare, prezioso e consistente, anche se tutto da restaurare. Ma si tratta di edifici con una tradizione e un immenso valore storico. Basta pensare all’imponenza e alla bellezza dello stabilimento Tettuccio.

Chi entrerà in campo adesso? Il ministero dei Beni culturali? La Fondazione cassa di risparmio di Pistoia e Pescia? La Cassa depositi e prestiti?

Scrupolosa e attenta la verifica della documentazione presentata dalla InTax da parte dell’amministratore Alessandro Michelotti, che aveva chiesto e ottenuto dai soci ulteriori giorni per valutare e controllare i fascicoli. Che, evidentemente, dimostravano lacune dal punto di vista finanziario.

Archiviata comunque la possibilità dell’ingresso di un socio privato, ipotesi che non piaceva a una buona fetta del mondo politico e imprenditoriale cittadino. Come non ripensare agli ascolani e alla vecchia società di gestione Le Terme di Montecatini spa datata 2002, quando vinsero il bando europeo per l’affidamento, e successivamente dichiararono fallimento? Quando arrivarono a Montecatini Mauro Scaramucci insieme all’immobiliarista Pietro Santarelli promisero investimenti per 85 miliardi, ma ciò non avvenne mai. Nel 2006 il Comune e la Regione riuscirono a risolvere il contenzioso con la gestione attraverso un ricorso d’urgenza presentato alla sezione di Monsummano del tribunale.

Ricordi non troppo lontani che nessuno però può dimenticare.

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