Contenuto riservato agli abbonati

Porta in casa la ragazza conosciuta in una chat e si risveglia senza soldi e con un forte mal di testa

Cinquantenne di Montecatini narcotizzato da una venticinquenne con cui aveva una love story. «Lo racconto per evitare guai ad altri»

La voglia di sentirsi ancora un play boy ha giocato un brutto scherzo a un cinquantenne di Montecatini. L’uomo, separato con figli, ha pensato bene di colmare la sua solitudine navigando nei vari siti di incontri presenti in rete, finendo però narcotizzato e derubato da quella che sarebbe dovuta diventare la sua anima gemella.

«Prima di questa terribile esperienza – ci dice il protagonista di questa storia che per ovvi motivi vuol mantenere l’anonimato – ho avuto modo di frequentare altre tre ragazze conosciute sulle piattaforme virtuali. Con nessuna delle tre, tuttavia, è scoccata la classica scintilla e, dopo un paio di uscite, le frequentazioni non sono andate avanti. Questa volta, credevo di aver trovato una ragazza speciale. Niente mi lasciava supporre cosa sarebbe invece avvenuto…».


Il primo contatto fra i due avviene intorno alla fine di ottobre. Dopo l’ennesima discussione con la ex moglie l’uomo fa rientro a casa e, desideroso di evasione, si collega a un sito di incontri che già conosceva.

«Dopo un paio di clic – prosegue nello sconforto più totale – mi appare l’immagine di una bella ragazza mora, dal sorriso ammiccante ma dall’aria ingenua. I brevi cenni biografici indicavano che aveva 25 anni ed era residente a Prato. Nelle altre occasioni che mi ero servito della rete per fare nuove conoscenze femminili, mi ero sempre proposto a donne che avessero, più o meno, la mia età. Avevo fatto alcuni tentativi con alcune ragazze più giovani, ma senza esito. Questa volta, invece, la ragazza non si è tirata indietro quando le ho confermato l’età che appariva nel mio profilo. Anzi, mi ha detto che trovava gli uomini maturi decisamente più interessanti dei “ragazzini”, con i quali non si può costruire niente. Abbiamo quindi iniziato a chattare sulla piattaforma ma, già dopo due giorni, avevamo stabilito un contatto diretto con i nostri numeri privati».

Il cinquantenne pare rinato grazie a questa relazione. I due si scrivono ogni sera su whatsapp, sempre dopo le 23. Poi iniziano le telefonate, sempre in ora notturna. «La ragazza – aggiunge il fidanzato mancato – mi diceva che durante il giorno non potevamo sentirci in quanto, lavorando come badante da una signora anziana, non le era assolutamente possibile. Per questo mi chiedeva sempre di chiamarla dopo le 23, quando la sua datrice di lavoro era già a dormire».

Dopo una quindicina di giorni di languide telefonate e ardenti messaggi, arriva la data del primo appuntamento. «Lei mi chiese di poterci incontrare il giovedì pomeriggio – puntualizza l’uomo con ironia – perché quello, per le badanti, era l’unico momento libero della settimana...».

Quel giovedì l’uomo si tiene libero dal lavoro. Essendo un artigiano, può gestire il suo tempo con una certa flessibilità. I due si incontrano alla stazione di Montecatini Monsummano. Lei scende dal treno proveniente da Firenze. «Abbiamo passato due ore davvero piacevoli, in giro per la città e in pineta. Parevamo due fidanzati di lunga data. Lei mi ha raccontato la storia della sua vita (balle, sicuramente) dicendo di essere libera e di non aver trovato nei due giovani fidanzati precedenti degli uomini con cui si potesse pianificare il futuro. Verso sera, mi ha proposto lei di appartarci in auto. Io non glielo avrei chiesto, ma ho pensato che fra le giovani generazioni tutto è più immediato...».

Il cuore dell’uomo ormai batte forte per quella che crede essere la sua nuova fiamma. Non sa ancora che, a essere arrostito, toccherà a lui. La love story (che poi si rivelerà un inganno) prosegue ancora per molti giorni sempre sul filo del telefono o sulle tastiere degli smartphone. «Lei mi diceva che le condizioni della signora si erano aggravate e che non poteva neanche più uscire il giovedì. Io non mi sono preoccupato, anche perché la sera era sempre lei a chiamarmi per prima e perché non ha mai accettato il benché minimo aiuto economico che ero disposto a darle». Evidentemente la giovane aveva in mente un piano diabolico, che ha messo in pratica lo scorso fine settimana. «Martedì mi ha detto che nel fine settimana un’altra ragazza si sarebbe alternata con lei, per consentirle un po’ di respiro dopo tanti giorni di impegno costante. Mi ha comunicato che da giovedì sera sarebbe stata libera e io le ho proposto di venire a cena a casa mia e di pernottarci, se avesse voluto. Lei ha accettato con entusiasmo, e io mi sono messo ai fornelli sin dalla mattina di giovedì. Alle 19 sono andato a prenderla alla stazione e l’ho accompagnata a casa mia. Era gentilissima e si è offerta di aiutarmi a cambiare bicchieri e stoviglie tra le portate».

Questa gentilezza, in realtà, nascondeva qualcosa. L’ultima cosa che l’uomo ricorda, è di aver consumato un piatto di linguine agli scampi. Poi il nulla. E il risveglio, con un mal di testa perforante, sul tappeto del soggiorno. Sabato mattina, dopo un sonno di moltissime ore. L’uomo realizza subito cosa possa essere successo. Tasta i pantaloni e si accorge che il portafoglio ha preso il volo come del resto i contanti (circa 2.000 euro) che erano custoditi in un cassetto del comò e che l’uomo usava per i piccoli rifornimenti della sua attività artigianale. «Ho passato una domenica “bestiale”, come recita la canzone, ma ho evitato di recarmi all’ospedale. Sicuramente, mentre mi aiutava a sparecchiare o a versare il vino nei calici, mi ha propinato qualche sostanza che mi ha fatto perdere conoscenza. Ancora non mi sono deciso a fare denuncia dell’accaduto, ma ho preso il coraggio di parlare della mia disavventura per evitare che succeda ad altri».