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Addio al “prof", re del laser innamorato di Montecatini

Pier Francesco Parra mentre mostra la Confederation Cup, la Coppa Davis femminile

Pier Francesco Parra è morto a 64 anni. Ha curato i grandi del tennis. E anche Silvio Berlusconi

MONTECATINI. Quando nella mattinata di ieri si è diffusa la notizia della morte a soli 64 anni di Pier Francesco Parra, ricoverato da qualche giorno a Siena dopo un infarto, non è stato solo il mondo dello sport italiano, e in particolare del tennis, a rimanere colpito, ma anche i tanti che a Montecatini e in provincia di Pistoia lo avevano conosciuto. Se infatti nel suo studio medico da decenni arrivavano con cadenza regolare sportivi e volti noti dello spettacolo o della politica, sono stati anche tantissimi i montecatinesi che a lui si sono rivolti per risolvere un problema fisico.

Nel tennis lo chiamavano “Dottor Laser”, soprannome che raccontava bene la sua fama di autorità nel campo delle terapie laser medicali, ma molti amici e conoscenti invece gli riservavano i nomignoli più affettuosi di “prof” o “doc”. Anche alle cene che organizzava in occasione dei “Parra Day”, più o meno fino alla metà dello scorso decennio, seduti allo stesso tavolo si trovavano vip e persone conosciute nella vita di tutti i giorni.


Il “Parra Day” era cominciato come una partita di calcio, con una lotteria di beneficenza, e nel corso del tempo si era trasformato in un quadrangolare che durava una giornata e si concludeva in una grande cena con raccolta fondi, sempre a scopo benefico. Lo scenario era quello dei campetti e del ristorante del Playground, davanti all’ippodromo Sesana, e a dare una mano per l’organizzazione era Andrea Luchi, oggi presidente degli Herons Basket ma per anni dirigente dello Sporting Club: «Sono rimasto basito dalla notizia della morte del professor Parra. La mia conoscenza con lui – racconta Luchi – risale al 1995. Credo che i nostri atleti siano stati tra i primi a essere trattati dal laser del “prof”. Quando sono andato a fare il dirigente altrove ho sempre fatto riferimento a lui se c’erano problemi muscolari difficili da risolvere, da Pesaro a Scafati. Una volta tornato a vivere stabilmente qui, mi chiese un aiuto nell’organizzazione delle giornate che volevano festeggiare il suo compleanno, anche se venivano fatte a dicembre, perché diceva che il 5 agosto, quando era nato, era difficile raccogliere le persone».

A mettersi la maglietta e i pantaloncini sono stati moltissimi sportivi, come Aldo Montano, Yuri Chechi, Renzo Furlan, Bernardo Corradi, Alberto Tomba, ma anche protagonisti dello spettacolo come Paolo Bonolis o Gaetano Curreri, il leader degli Stadio. Non sono mancati i giornalisti, come Stefano Meloccaro di Sky, o i politici, ad esempio l’ex ministro dell’Interno Angelino Alfano e Maurizio Lupi. E del resto a Montecatini nel 2012, per sottoporsi alle terapie del dottor Parra, era venuto nientemeno che Silvio Berlusconi, per risolvere un problema a un piede.

Fare l’elenco di coloro che hanno fatto lo stesso sarebbe impossibile, ma è dal mondo del tennis che sono arrivati gli impegni più importanti e la notorietà, e forse basta citare Djokovic e Nadal come vertice di una piramide enorme, sia in campo maschile che femminile, e poi i tennisti italiani delle ultime generazioni, da Volandri a Fognini, a Sinner. La Federtennis lo ha ricordato ieri con un comunicato molto sentito, chiamandolo l’Harry Potter della terapie laser.

Parra, nato a Grosseto, laurea e specializzazione a Pisa, aveva girato mezzo mondo tra Coppa Davis e tornei internazionali, che seguiva portandosi dietro la sua apparecchiatura portatile, tanto che spesso fuori dalla porta della sua camera d’albergo c'era la fila di giocatori. Lunga anche la collaborazione con il basket rossoblù, per lui che in gioventù era stato anche dirigente della Pallacanestro Livorno. A ricordarlo è Andrea Niccolai: «Per me ha fatto tanto, tra i problemi ai tendini, la schiena, sono innumerevoli le volte che mi ha rimesso in piedi permettendomi di giocare fino a 40 anni».

Tra gli amici più vicini c’era il presidente della Vival Banca Alessandro Belloni, legato a Parra anche dalla fede calcistica bianconera: «Sono rimasto tremendamente scosso – racconta Belloni – negli ultimi dieci anni ci siamo visti regolarmente, ero sempre presente ai compleanni che festeggiava, dopo le stagioni dei Parra Day, nella sua casa al mare, in agosto. Era una brava persona, un grande professionista innamorato del suo lavoro. Come me era tifosissimo della Juventus, siamo stati allo stadio insieme, ma più spesso abbiamo visto le partite alla tv dopo una cena con le famiglie. Una grande perdita».

Pier Francesco Parra lascia la moglie Chiara e i figli Vittoria, Elisabetta e Giovanni. I funerali si terranno domani alle 15, nella chiesa di Cintolese.

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