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Incendio all'auto della sindaca di Pescia: c'è la pista del piromane

Guja Guidi, sindaco facente funzioni di Pescia

L'episodio non sarebbe un caso isolato. Ecco le ipotesi degli investigatori

PESCIA. Nonostante l’origine dolosa, al momento, secondo gli inquirenti, non sarebbero emersi elementi che riconducono le cause dell’incendio che ha interessato l’autovettura di proprietà della sindaca facente funzioni Guja Guidi al suo ruolo politico. L’episodio, accaduto a Lucca nella notte tra sabato 16 e domenica 17 ottobre, infatti, non sarebbe un caso isolato. Altri roghi sono divampati nel centro cittadino, causando pochi danni, ma in maniera pressoché inspiegabile, ecco perché al vaglio degli inquirenti c’è anche l’ipotesi che possa trattarsi di un piromane criminale. Sulla vicenda la Procura di Lucca ha aperto un fascicolo e le indagini sono tuttora in corso.

Intanto la notizia è stata accolta con sgomento e costernazione nel comune di Pescia, dove moltissimi sono stati i messaggi di solidarietà giunti a Guja Guidi, non solo dal mondo politico, ma anche da semplici cittadini. «Mi auguro che i responsabili siano quanto prima individuati e perseguiti e che vengano esclusi legami tra questo grave gesto e la carica ricoperta da Guja Guidi – ha scritto il consigliere regionale Marco Niccolai (Pd) –. Se così non fosse la vicenda assumerebbe infatti contorni ancora più inquietanti non solo perché ne è vittima un’amministratrice pubblica, ma anche perché andrebbe a incidere sulla qualità della vita democratica di Pescia, già segnata da episodi preoccupanti».



Dello stesso tenore le parole di Salvatore Leggio, coordinatore del gruppo politico “Pescia è di Tutti” che in una nota alla stampa sottolinea che se il fatto «fosse connesso al suo incarico assumerebbe contorni inquietanti che riguarderebbero tutti, poiché Guja Guidi in quanto sindaco facente funzioni ci rappresenta tutti, anche chi come noi ha sempre contestato le principali scelte di questa amministrazione»,

«Qualora le indagini indicassero che il bersaglio era proprio lei, saremmo di fronte a un atto intimidatorio di stampo mafioso che non è in alcun modo giustificabile» ha scritto il consigliere Giacomo Melosi (FdI).

Innumerevoli le attestazioni di stima e vicinanza espresse dai cittadini tramite i social, per molti di loro potrebbe essersi trattato di un atto intimidatorio, anche se unanimemente l’auspicio espresso è quello che presto le autorità possano far luce sull’accaduto, accertare che si è trattato solo di “un gesto vigliacco” ed escludere ogni legame con l’attività politica, che in questi mesi è già stata ampiamente costellata da fatti dai contorni poco chiari.