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Faceva prostituire la compagna operaio condannato a 10 anni

L’uomo, un 63enne residente in Valdinievole, accusato anche di violenza sessuale. L’avvocato difensore farà appello: «Ha pesato una sentenza per un altro reato»

MONTECATINI. Dieci anni di carcere e 20mila euro da pagare alla ex compagna come provvisionale. Dopo un'ora di camera di consiglio, il collegio giudicante della sezione penale del Tribunale di Pistoia ha confermato le richieste del sostituto procuratore Giuseppe Grieco, avanzate nei confronti di un 63enne operaio italiano residente in Valdinievole, che è stato condannato in primo grado per violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, induzione e sfruttamento della prostituzione. La sentenza è arrivata ieri nel primo pomeriggio. L'avvocato difensore dell'uomo, Katia Giachino del foro di Pistoia, ha già annunciato che presenterà appello.

Il 63enne, di cui non facciamo il nome per non rendere identificabile la vittima, è accusato di una condotta vessatoria tenuta abitualmente nei confronti dell'ex convivente dal 2015 al 2019, che veniva anche costretta a prostituirsi. “La sottoponeva ad atti di vessazione continui e tali da cagionarle sofferenze, privazione e umiliazioni, che costituivano fonte di disagio continuo e incompatibile con normali condizioni di esistenza”, si legge sul capo di imputazione. E ancora: “Una volontà di rendere disagevole e sofferta la convivenza, di sottoporre la vittima a una serie di sofferenze fisiche e morali in modo abituale, instaurando un sistema di sopraffazioni e vessazioni che avvilivano la sua personalità”.


Secondo la Procura, l'operaio “usava ripetutamente violenza fisica e psicologica ai danni della donna, picchiandola e costringendola in più occasioni a subire pratiche sessuali anche violente contro la sua volontà. Contestualmente, induceva la donna a svolgere la condotta del meretricio, da considerarsi avvilente e umiliante della sua personalità, spingendola a recarsi in strada a reclutare i clienti”. E inoltre, “agevolava tale attività consentendo alla donna di utilizzare l'abitazione dove intrattenere i clienti, e ne sfruttava altresì i profitti. Condotta aggravata per averle esercitato violenza”.

La donna ha sporto denuncia al commissariato di Montecatini nell'ottobre del 2019, dopo essere scappata di casa in ciabatte rifugiandosi da un'amica, sottraendosi alla violenza dell'uomo. E facendo arrestare l'ex compagno, al quale nel febbraio del 2020 è stata applicata la custodia cautelare in carcere, su provvedimento disposto dal gip ed eseguito dalla polizia cittadina. La vittima è stata invece inserita in una struttura protetta. Dopo due anni dall'inizio delle indagini è arrivata la sentenza di primo grado, sulla quale verrà presentato appello sperando in uno sconto di pena per l'imputato.

«Sull'accusa della violenza sessuale la donna durante il dibattimento è stata molto vaga e non ha ricostruito i fatti nel dettaglio – dice l'avvocato del 63enne – sui maltrattamenti invece non risultano referti, se non quello presentato al momento della denuncia. Sul mio assistito ha pesato sicuramente una precedente condanna passata in giudicato del 2015, 2 anni e 10 mesi per lesioni aggravate nei confronti di un altro uomo».

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