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Picchia e scaraventa dalle scale la mamma

Giovane accusato di lesioni e maltrattamenti: il gip dispone la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa

LARCIANO. Tutte le volte che la madre toccava con lui l’argomento della disintossicazione, diventava una furia: non solo offese e minacce, ma anche violenza su tutto ciò che si trovava davanti in quel momento. Ma all’incirca un mese fa, di quelli scatti d’ira era stata vittima anche la donna, prima buttata giù per le scale e poi presa a cazzotti sulla testa e sul collo. Era stato allora che, soccorsa da 118 e carabinieri, la donna aveva trovato il coraggio di denunciare il figlio. Che, scattato il codice rosso, adesso è stato colpito dalla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla madre, disposta dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pistoia su richiesta della procura.

Le accuse nei confronti del giovane – 26 anni – sono di lesioni e maltrattamenti in famiglia. Maltrattamenti che andavano avanti almeno dal 2019 secondo quanto raccontato dalla vittima ai carabinieri, ma che in quegli anni non avevano mai sconfinato in aggressioni fisiche. Tuttavia il giovane era diventato sempre più violento dal giorno in cui la madre aveva scoperto come faceva a superare i controlli del servizio tossicodipendenze dell’Asl nonostante continuasse a farsi assiduamente di eroina e cocaina: nell’armadio della camera del figlio aveva trovato delle bottigliette piene di urina, probabilmente di qualcuno che non faceva uso di droghe e che evidentemente utilizzava per le analisi. Fatto sta che la donna aveva gettato via le bottiglie e il figlio, scoperto ciò che era successo, aveva atteso il suo ritorno e con un martello le aveva spaccato il lunotto dell’auto.


In un’altra occasione, sempre mentre era sotto l’effetto degli stupefacenti, a finire in frantumi era stata la vetrina di un mobile della cucina: “La prossima volta spacco anche te” aveva poi detto alla madre.

Verso metà settembre, tornato a casa dopo aver distrutto in un incidente l’auto rubata al nonno, aveva cercato di portargli via anche la bicicletta che aveva in garage. Bloccato dalla madre e dai nonni, aveva prima spaccato il vetro della porta e poi minacciato di scagliare una tegola contro la donna.

Che era stata effettivamente aggredita il 16 ottobre, quando, su richiesta della fidanzata di lui – preoccupata perché non si era presentato al lavoro – era andata a cercarlo, trovandolo a casa di un amico: lì il figlio l’aveva spinta giù dalle scale e presa a pugni. Per poi allontanarsi dicendo che sarebbe andato a casa a spaccare tutto. Cosa che aveva effettivamente fatto: tornata alla sua abitazione, la donna l’aveva trovato mentre gettava dalla finestre un materasso e dei vestiti, ed era stata nuovamente picchiata mentre cercava di fermarlo.

Era stato in quella circostanza che i vicini avevano chiamato il 118 e i carabinieri: la donna, portata in ospedale, era stata medicata e dimessa con una prognosi di sette giorni e, due giorni dopo, aveva formalizzato la sua denuncia.

Immediato in procura il ricorso alla corsia preferenziale prevista dal cosiddetto codice rosso in caso di violenze su donne e minori. Per evitare la reiterazione dei reati a lui contestati, al giovane (difeso dall’avvocata Alessia Giannoni, del foro di Pistoia) è stata applicata la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, ritenuta dal gip sufficiente a prevenire ulteriori violenze visto che queste ultime si sono sempre verificate nell’ambito della convivenza.

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