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Addio a Bonvicini, il negoziante esempio di eleganza e icona di successo

Montecatini: era il capostipite della famiglia titolare dell’omonima boutique. Conosciuto in tutta la Toscana, era un pezzo di storia della città. La camera ardente sarà allestita nel suo negozio

MONTECATINI. Non ce l’ha fatta, Lauro Bonvicini: il suo cuore si è fermato nella serata di ieri, dopo il malore che lo aveva colpito sabato sera. Con lui se ne va un simbolo di eleganza che ha portato il nome di Montecatini in tutta la Toscana e oltre, ma anche un esempio di imprenditoria di successo, e perfino un pezzo di storia della città. E scomodare la storia, per una volta, non è un’esagerazione: Bonvicini era nato nel 1933, nel cuore di quella che negli anni sarebbe diventata la Montecatini alberghiera, in vicolo dell’Angiolo, che congiunge viale Bicchierai e via Cavallotti, strade punteggiate di hotel dai quali uscivano ogni mattina i villeggianti che andavano verso gli stabilimenti termali.

La vocazione per il commercio l’aveva ereditata dai genitori: la mamma Gina aveva un negozio di mercerie, il babbo Mario faceva l’ambulante di cappelli e ombrelli. Il primo negozio condotto da Lauro Bonvicini, una rivendita di articoli in pelle all’interno de mercato “La Salute”, aprì nel 1950, quando lui aveva 17 anni. Un negozio stagionale, a pochi passi dalla via in cui era cresciuto, che lavorava soprattutto con i turisti, che naturalmente, a metà del secolo scorso, erano tantissimi. Negli anni Sessanta è la volta della ristrutturazione del piccolo negozio di mamma Gina, in corso Matteotti, che Lauro gestirà insieme alla sorella Manuela e che diventa un piccolo paradiso dello stile inglese nel cuore della Toscana. Nel 1970, invece, Bonvicini “attraversa la strada” e passa sull’altro lato del corso, nella stessa palazzina che ancora oggi è la sede dell’atelier principale, al primo e secondo piano. Poco tempo dopo viene e acquisito anche il piano terra, dove si trovava il ristorante “Mario”, e da quel momento in poi la crescita è repentina e spettacolare: la conoscenza con i grandi stilisti, su tutti Giorgio Armani e Gianni Versace, la continua capacità di rinnovarsi, di espandersi, di acquisire sempre più marchi prestigiosi. Un legame che non si limitava soltanto al lato strettamente commerciale: Gianni Versace per esempio è stato lo “sponsor” per molti anni di quella che oggi è la Bonvicini team cup di golf, uno sport a cui Lauro era molto legato. Quella dei Bonvicini è sempre stata un’impresa familiare: non solo perché in qualche modo nata dallo spirito d’iniziativa dei genitori, ma anche perché, oltre alla sorella Manuela, al nipote Antonio e alla cognata Anna, moglie di Marco, fratello di Lauro, nel corso degli anni sono stati i figli Beatrice e Andrea, prima a inserirsi e poi a diventare protagonisti . Proprio sabato, nel giorno in cui ha avuto il malore, Lauro Bonvicini aveva passato la giornata all’inaugurazione del nuovo negozio di articoli per la casa, in via Don Minzoni, l'idea più recente di Andrea.


Quasi impossibile elencare tutti gli stilisti e i marchi che negli anni hanno fatto la storia delle boutique: non solo Armani e Versace, ma anche Valentino, Hugo Boss, Dolce & Gabbana, Gucci, marchio al quale negli anni più recenti è stato dedicato un intero negozio in franchising, sempre su Corso Matteotti.

Anche stilare un’anagrafe dei clienti vip sarebbe un’impresa titanica: dai grandi imprenditori ai protagonisti dello spettacolo, dell’arte e della musica che per molti decenni hanno animato la vita di Montecatini. E poi gli sportivi, a cui Lauro forse teneva particolarmente, vista la passione per lo sport, appunto. Il golf, certo, ma anche il calcio, da tifosissimo della Juventus. Basta sfogliare le pagine de libro di ricordi scritto con Carla Cavazzola qualche anno fa, per rendersi conto di quanti personaggi abbiano apprezzato e amato lo stile Bonvicini. E non è una forzatura dire che in tanti hanno frequentato Montecatini anche attirati da quel regno della moda. E questo avrà fatto piacere a Lauro Bonvicini, che non si è mai dimenticato di ricordare l'amore per la sua città, che certamente sarà toccata dalla notizia, e che lo piangerà insieme alla moglie Roberta, ai figli Beatrice e Andrea, ai fratelli Marco e Manuela, ai nipoti e ai tantissimi amici ed estimatori.



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