Beni confiscati alle mafie Ecco a cosa serviranno adesso

La maggior parte del patrimonio immobiliare si trova nel comune di Buggiano A Pescia assegnata una casa di 125 metri quadrati e cinque terreni limitrofi

Luca Signorini

Buggiano. Sono 22 i beni di recente definitivamente confiscati alla criminalità organizzata presenti in provincia di Pistoia, «ancora in larga parte occupati dai familiari degli appartenenti alle organizzazioni criminali - precisa la Prefettura di Pistoia - per tale ragione, a stretto giro, saranno pianificate le attività di sgombero forzoso, rendendo finalmente fruibili tali beni alla collettività». Ben 14 si trovano nel comune di Buggiano, sei a Pescia, uno a Chiesina Uzzanese e un altro a Quarrata (si tratta di un terreno confiscato che fa parte del patrimonio di un'azienda).


Per il momento, al Comune di Pescia sono stati assegnati un’abitazione indipendente di sei vani per 125 metri quadrati e cinque terreni limitrofi (per una superficie complessiva di 575 metri quadri), dove l'amministrazione realizzerà un progetto dedicato ai minori non accompagnati; al Comune di Chiesina Uzzanese è stato invece assegnato un terreno coltivabile di 30 metri quadri, che sarà impiegato in un progetto di “orto sociale” con finalità educative per le quali saranno coinvolti gli istituti scolastici del territorio.

«Per gli altri beni non assegnati è stato ipotizzato un loro utilizzo nel breve periodo attraverso diverse e ulteriori forme di coinvolgimento degli attori istituzionali e del terzo settore», spiegano con una nota dalla Prefettura.

Cresce dunque il patrimonio di appartamenti, case indipendenti e terreni che lo Stato ha sottratto alle organizzazioni criminali.

Le ultime 22 confische si aggiungono alle 56 già presenti in provincia. Di queste, solo sette però assegnate ai Comuni (un'abitazione a Buggiano, una casa colonica a Massa e Cozzile, un'abitazione a Montale e quattro appartamenti a Montecatini).

La conferenza dei servizi per l'assegnazione degli ultimi immobili e terreni confiscati si è svolta ieri mattina, con la partecipazione del prefetto Gerlando Iorio, dei delegati dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, e dei sindaci di Buggiano (Daniele Bettarini), Chiesina Uzzanese (Fabio Berti) e Pescia (Guja Guidi).

«L’attività di indagine disposta dalla Prefettura nonché quella del Nucleo di supporto (diretto dal viceprefetto aggiunto Eugenio Di Agosta, ndr) ha permesso di risolvere le criticità che si frapponevano all’utilizzo concreto dei beni, individuando gli immobili ancora occupati in un contesto, peraltro, di scarso allarme sociale rispetto alla gravità della prolungata permanenza degli stessi condannati e dei loro congiunti negli immobili oggetto di confisca», va avanti la nota.

Tre gli obiettivi dell'operazione: garantire il confronto con la rete dell’associazionismo e favorire il dialogo territoriale, «affinché potesse essere sviluppata la conoscenza degli stessi beni presenti sul territorio così da suscitare interesse nella collettività per la loro gestione»; sensibilizzare i Comuni in merito alle possibilità progettuali allo scopo di favorire la concreta attuazione di iniziative; restituire i beni confiscati alla collettività attraverso la realizzazione di progettualità con marcati riflessi sociali, contribuendo ad affermare il rispetto della legalità sul territorio.

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