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Almeno tre anni per i pannelli fonoassorbenti in autostrada

Battaglia per l'insonorizzazione del tratto in A11 che attraversa la Valdinievole

Il via libera della Regione Toscana è un passo avanti ma per vedere i cantieri bisognerà attendere il 2024

MONTECATINI. Non prima del 2024, tre anni ancora. È l'orizzonte temporale da considerare per l'installazione dei pannelli antirumore lungo il tratto dell'autostrada che attraversa i comuni di Serravalle, Monsummano e Pieve a Nievole fino al casello di Montecatini. Se ne parla almeno dal 2007 (l'accordo quadro Stato-Regione è addirittura del 1995). Il via libera della Regione Toscana arrivato martedì è solo un altro (e non l'ultimo) capitolo di una vicenda che si trascina da quindici anni. «La Regione ha dato il suo nulla osta e il procedimento proseguirà il suo iter, ma certo non verranno montate domani», sottolinea la sindaca di Pieve, Gilda Diolaiuti. «Abbiamo bisogno di vedere le cose realizzate, aspettiamo questa opera da anni», aggiunge la sindaca di Monsummano, Simona De Caro.

Eppure c'è già il progetto che ha ricevuto i pareri delle amministrazioni interessate. Le barriere fonoassorbenti, alte tra tre e sei metri, saranno tirate su nei tratti che ne sono privi a Serravalle (dove l'A11 “taglia” le frazioni di Masotti e Ponte di Serravalle), per complessivi tre chilometri (1,8 nella carreggiata verso Pisa e 1,2 verso Firenze); e per 2,8 km (1,3 in direzione Pisa e 1,5 in direzione Firenze) tra Monsummano (quartiere della Grotta Parlanti) e Pieve a Nievole (oltre il casello della Firenze Mare, fino alla zona del Pieve Forum e della discoteca Dadamaino).


Il costo dell'opera si aggira sul milione e mezzo di euro, a carico di Autostrade per l'Italia. «Si tratta di un intervento strategico che fa parte del secondo e terzo stralcio del Piano di risanamento acustico dei territori attraversati dalla rete autostradale», ha detto l’assessore regionale alle infrastrutture Stefano Baccelli dopo l'approvazione in giunta dell'istruttoria sul progetto.

La questione è tornata d'attualità nel novembre 2020, quando la società Autostrade ha attivato il procedimento di accertamento della conformità urbanistica dell'intervento, che tra l'altro non prevede espropri nei confronti di privati. Non se ne sapeva più nulla dal 2015: fu il sottosegretario alle Infrastrutture dell'epoca, Umberto Del Basso De Caro, ad annunciare per scritto all'allora sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni, che le barriere sarebbero state installate tra il 2017 e il 2018. Alla comunicazione di un anno fa è poi seguita, nel febbraio scorso, una nuova lettera del ministero ai Comuni, per sollecitarli a «definire eventuali pendenze e criticità in merito alla compatibilità urbanistica».

Le tappe della vicenda sono assai numerose. Tra il 2010 e il 2011 il nostro territorio protestò anche, con vigore ma con scarsi successi. Furono organizzate assemblee pubbliche, vari incontri e un corteo in autostrada a suon di clacson. Poi l'interesse calò, perdendosi nelle carte e nella burocrazia. Che ancora oggi rallenta un'opera richiesta non solo per ragioni ambientali, ma pure economiche. Le villette affacciate sull'A11 hanno infatti perso valore e chi vorrebbe venderle non trova acquirenti. «C'è poi la questione che riguarda lo stabilimento termale di Grotta Parlanti – evidenzia De Caro – le barriere antirumore sono necessarie per il rilancio della zona e per l'arrivo di possibili investitori che rile«vino la struttura».

«Tante persone ci hanno chiesto di sollecitare l'intervento, tra l'altro il risanamento acustico è un obbligo di legge», chiude la sindaca di Pieve a Nievole.

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