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Addio a Gianfranco Benedetti. Aveva fondato l’armeria di Ponte

A sinistra Gianfranco Benedetti, a destra l’insegna dell’armeria che ha fondato nel lontano 1966

Serravalle. La sua attività è da oltre mezzo secolo un punto di riferimento per gli appassionati di caccia e pesca

Serravalle. Se n’è andato a 82 anni Gianfranco Benedetti, fondatore e titolare della famosa armeria di Ponte di Serravalle che, dal 1966, è un punto di riferimento essenziale per gli appassionati non solo della caccia, ma anche di pesca e di tiro con l’arco. Lascia la moglie Milena e i figli Paolo e Luca, che da tempo lo affiancavano nella gestione dell’attività di famiglia. Luca, in particolare, con gli anni si è specializzato in attrezzature per la caccia e la pesca, mentre Paolo si è dedicato con passione al mondo del tiro con l’arco. ù

Gianfranco Benedetti è nato e vissuto a Ponte di Serravalle, e ha amato la sua frazione tanto da non poter mai pensare di vivere altrove. Molti anni fa ricoprì la carica di consigliere comunale cercando di portare avanti gli interessi del suo angolo così amato di territorio. L’Armeria Benedetti è oggi parte integrante di questo ultimo lembo del comune di Serravalle Pistoiese, ed è conosciuta in tutta la regione per la qualità dei suoi prodotti e la professionalità sia di Gianfranco che dei suoi figli. Su Gianfranco giravano aneddoti riguardo alla sua abilità a smontare e a rimontare in brevissimo tempo, ogni tipo di arma da fuoco, dai fucili di precisione alle pistole. Caratteristiche queste molto difficili da trovare in un armiere.


Molte riviste specializzate nel mondo della caccia e della pesca (in primo luogo Diana, che va per la maggiore) hanno più volte dedicato all’armeria dei reportage, sottolineando il grande assortimento di prodotti ma anche la grande conoscenza del territorio da parte della famiglia che, da 55 anni, gestisce questa attività che oggi va considerata una vera e propria eccellenza. «Con Gianfranco Benedetti – dice il sindaco di Serravalle, Piero Lunardi – se ne va un pezzo di storia non solo di Ponte di Serravalle, ma di tutto quanto il nostro comune. Ha sempre cercato di dare il massimo per la sua comunità, non tirandosi mai indietro. Per lui la politica era la ricerca del bene di tutti, al di là di ogni steccato ideologico che, in un comune piccolo come il nostro, francamente non ha senso. Quando sono stato eletto sindaco, fu fra i primi a complimentarsi con me, esprimendomi quella che era la sua concezione di politica, che poi, è anche la mia. Sono certo che i figli Paolo e Luca sapranno portare avanti il nome dell’attività di famiglia, che ha fatto conoscere ovunque il nome del nostro comune, non solo fra gli appassionati di caccia e di pesca».

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