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La Grotta Parlanti piace agli svizzeri

Proprio allo scadere della quarta asta andata deserta ecco che si affacciano gli emissari di un fondo elvetico

MONSUMMANO. Un fondo svizzero interessato alla Grotta Parlanti di Monsummano Terme. Ma l’asta del 7 ottobre è andata deserta, perché non hanno fatto in tempo a partecipare.

Sempre più ingarbugliata e piena di ostacoli la storia di quello che ormai si è guadagnato il titolo di uno tra i più grandi edifici abbandonati e fatiscenti della Valdinievole.


Per la Grotta Parlanti in questi anni ci sono state molti tentativi di vendita. Soltanto dall’8 marzo 2018 a oggi lo studio di Nino Maffia si è occupato di quattro aste, tutte andate deserte anche se il prezzo si è notevolmente abbassato.

Il minimo della cifra è stato raggiunto proprio il 7 ottobre scorso. Con un ribasso del 25 per cento è andata in vendita a 1 milione 63 mila 500 euro, con offerta minima di 797 mila 625 euro. Il prezzo di una bella villa per la struttura che comprende sia l’albergo che la parte termale.

Ma come è possibile un tale disinteresse in una Valdinievole che parla il “termalese?”. Dall’altro lato del colle la Grotta Giusti, a un tiro di schioppo, che soltanto pochi mesi fa è diventata un cinque stelle. La Grotta Giusti, proprietà di Italian hospitality collection, che è entrata a far parte con Autograph collection hotels di Marriot International, con un investimento che ha superato i dieci milioni di euro per ristrutturarla.

«È una bella domanda – commenta Nino Maffia, delegato alla vendita, ma anche curatore fallimentare – posso rispondere che soltanto ad asta conclusa si è fatto vivo un fondo immobiliare rappresentato da un legale. Sembrano molto interessati».

Dopo la quarta asta tutto deve ritornare sulla scrivania del giudice. «Alla luce di questa richiesta – prosegue Maffia – nella mia relazione al giudice chiederò l’autorizzazione a mettere nuovamente in vendita il bene al solito prezzo».

Negli anni i professionisti hanno cercato di poter vendere il complesso anche frazionandolo. «Per risolvere anche alcune situazioni esistenti – prosegue Maffia – specialmente quelle che riguardano la fuoriuscita di acqua termale nelle proprietà confinanti».

Non è una novità, più volte ci siamo occupati dell’acqua calda Parlanti che ha creato danni e allagamenti nelle case che confinano con la struttura.

Chi vorrà acquistare la Grotta Parlanti diventerà proprietario non dell’acqua termale (che è di pertinenza di Regione e Comune), ma pur sempre di un enorme complesso immobiliare con un albergo disposto su quattro piani con 78 camere, più il seminterrato. Spazio ristorante, piscine, palestre, sala congressi. Uno stabilimento termale su due piani, parcheggio, parco con alberi ad alto fusto. Tutto in stato ormai di completo abbandono.

Poca la cifra per acquistarlo, grande però quella da impiegare per riportare il complesso all’antico splendore. Ma, evidentemente, al momento tornato interessante per i futuri, possibili investitori, che hanno fiutato la possibilità di realizzare qualcosa di redditizio proprio in quel punto.

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