Contenuto riservato agli abbonati

Una garanzia da 110 milioni per le Terme di Montecatini

L’amministratore unico Michelotti rivela che la “International tax advisor” ha le spalle coperte da Deutsche Bank. «Speriamo di arrivare fino in fondo»


MONTECATINI. Il futuro delle Terme di Montecatini passa dalla InTax (International tax advisor limited), che ha alle spalle una garanzia da 110 milioni di euro firmata Deutsche Bank. Una somma rassicurante, almeno sulla carta dal momento che il bando ne richiedeva 60 di milioni.

La società con sede a Londra parla pistoiese con l’amministratore Stefano Fabbri, legale rappresentante e presidente del gruppo. Trasferito sulle sponde del Tamigi ma molto conosciuto nella nostra provincia, è a capo di una società che si occupa di finanza, gas, energia. E che negli ultimi mesi sta strizzando l’occhio al mondo alberghiero con l’acquisizione di strutture ricettive in Francia e Spagna.

«La società ha prospettato 110 milioni di euro da destinare alle Terme di Montecatini – conferma l’Au termale Alessandro Michelotti –. Ben al di sopra della cifra richiesta. Entro l’11 novembre occorre l’offerta irrevocabile e un piano di sviluppo, oltre alla cauzione con un assegno da centomila euro». Occorre infatti una ricapitalizzazione di 35 milioni per ottenere il pacchetto di maggioranza che vada a coprire l’indebitamento, corrispondente a circa il 65 per cento delle quote.

«Il patrimonio netto della società Terme di Montecatini è di 22 milioni di euro – spiega Michelotti – stimato 65 milioni. Comprende più di 30 immobili di pregio come gli stabilimenti Tettuccio, Torretta, Excelsior, Leopoldine, Tamerici, Redi». L’offerta che è pervenuta è completa. «Avevamo ricevuto tre buste – aggiunge Michelotti – ma solo questa corrispondeva ai requisiti del bando. È concreta, speriamo di poter arrivare in fondo. Speriamo che l’operazione si concluda positivamente».

Sono giorni con il fiato sospeso per tutta la città. «In questi mesi si sono presentati diversi soggetti – dice l’amministratore – situazioni che non sono andate a buon fine. Si spera stavolta di avere a che fare con soggetti affidabili in grado di portare a termine la manifestazione di interesse».

Il giorno fatidico non è lontano. Manca meno di un mese all’11 novembre. «Entro questa data ci dovrà essere l’offerta irrevocabile di acquisto del pacchetto di maggioranza per scongiurare l’ipotesi della fine della continuità aziendale – commenta Michelotti –. È anche vero che da quest’estate Montecatini fa parte del patrimonio Unesco, quindi ci dovrebbe essere un’attenzione particolare anche da parte delle istituzioni».

Comunque è già pronto il piano B, per qualcuno la soluzione miracolosa, per i più fiduciosi l’unica via concreta da percorrere. «Speriamo che non ce ne sia bisogno. Potrebbe entrare in gioco le istituzioni, il ministero dei Beni culturali, la Cassa depositi e prestiti – conclude Michelotti – . Sarebbe davvero un peccato pensare di vendere beni che fanno parte dell’Unesco per pagare i debiti della società. Ma prima di questa ipotesi aspettiamo. fino a metà novembre».

Dal Palazzo comunale il sindaco Luca Baroncini è chiaro: «La prima fase della procedura ha avuto partecipazione e una società ha avuto accesso alla “data room” e quindi al prossimo step. Attendiamo adesso fiduciosi, ma con cautela, la seconda fase che sarà quella decisiva».

© RIPRODUZIONE RISERVATA