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Inchiesta sulle tangenti, resta in carcere l'ex dirigente del Comune di Uzzano

Lorenzo Lenzi e la pubblico ministero Luisa Serranti

Lorenzo Lenzi interrogato dai pm. Il legale: «Ha risposto a tutte le domande»

PESCIA. Resta dietro le sbarre a Sollicciano Lorenzo Lenzi, l'ex responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Uzzano accusato dalla Procura di Pistoia di aver intascato tangenti per l'affidamento di una serie di lavori pubblici tra il 2018 e il 2020. Lenzi, che nei giorni scorsi si è dimesso dal lavoro (dal 1° gennaio era in servizio al Comune di Ponte Buggianese), ieri è stato ascoltato dai pubblici ministeri Leonardo De Gaudio e Luisa Serranti, che coordinano l'inchiesta denominata “Coffee break”. «Lenzi aveva chiesto di potersi sottoporre a interrogatorio – dice l'avvocato difensore Andrea Ferrini – abbiamo trasmesso la sua volontà ai pm, i quali ci hanno permesso di assecondare questa richiesta fissando l'interrogatorio nel minor tempo possibile compatibilmente con la complessità dell'indagine. Il dottor Lenzi non si è sottratto ad alcuna domanda, ha dato spiegazioni del suo comportamento anche ammettendo le responsabilità che gli sono proprie. A questo punto ci riserviamo le opportune valutazioni in merito all'attenuazione della misura».

Se revocare o meno la misura cautelare lo deciderà la giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci. Che mercoledì ha disposto gli arresti domiciliari per altri due indagati finiti in carcere: l'ex sindaco di Pescia Renzo Giuntoli e l'attuale capo dell’area opere pubbliche e protezione civile dello stesso Comune, Luciano Bianchi, entrambi difesi dall'avvocato Giovanni Giovannelli.


Sul capo di Bianchi pendono le stesse contestazioni imputate a Lenzi: ovvero aver intascato presunte mazzette del valore compreso tra il 3 il 5 per cento dell'importo dei lavori pubblici assegnati senza gara d'appalto, affidamenti “sotto soglia” e di somma urgenza. Mentre Giuntoli è considerato l'intermediario che ha messo in contatto i due funzionari pubblici con sei ditte compiacenti alle quali spartire i lavori.

La squadra Mobile di Pistoia, lunedì scorso, ha tradotto in cella anche cinque imprenditori. Tre poi le persone finite agli arresti domiciliari e sei con l'obbligo di dimora nel comune di residenza. Gli indagati sono in tutto 42. I reati ipotizzati sono corruzione, istigazione alla corruzione, turbativa degli incanti, concussione, falso ideologico e frode in commercio. Sotto la lente della Procura ci sono in particolare 14 lavori tra il 2018 e il 2020 per il Comune di Uzzano, e 11 assegnazioni tra il 2019 e il 2020 per il Comune di Pescia.

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