Addio a Noemi Simoni, la nonnina di Pescia aveva 107 anni

Noemi Simoni

Per tutta la vita ha portato avanti l’arte del ricamo, confezionando un gran numero di corredi matrimoniali per parenti, amici e conoscenti

Pescia. Aveva festeggiato il suo 107esimo compleanno lo scorso 3 settembre, dopo aver superato brillantemente anche il contagio del Covid (e, molti anni prima, anche l’altrettanto temuta “spagnola”). Giovedì sera, però, il cuore di Noemi Simoni ha deciso di fermarsi. Portandosi via quella che era diventata per tutti la nonnina di Pescia per antonomasia, visto che con i suoi 107 anni era sicuramente la persona più anziana di Pescia e – con ogni probabilità – di tutta la Valdinievole (se non dell’intera provincia di Pistoia).

Noemi Simoni era nata a Pescia il 3 settembre 1914, poco più di un mese dopo l’inizio della Prima guerra mondiale (anche se l’Italia vi entrò in realtà solo l’anno successivo). Quando era ancora una bambina contrasse anche la “spagnola”, un’influenza che provoco in tutto il mondo circa 50 milioni di vittime. L’allora giovanissima Noemi ne fu contagiata, ma riuscì a salvarsi. E forse questo contribuì a rendere la sua fibra ancor più forte.


Donna abile a gestire la casa e particolarmente portata per i lavori manuali, per tutta la vita ha portato avanti l’arte del ricamo, confezionando un gran numero di corredi matrimoniali per parenti, amici e conoscenti. La stagione dei fiori d’arancio, per lei, arrivò invece più tardi. Soprattutto per le consuetudini delle donne della sua età. A portarla di fronte all’altare Oddino Pacini, anch’egli di Pescia. Il loro amore fu però abbastanza breve, visto che il marito si ammalò una quindicina di anni più tardi e morì, lasciandola vedova e senza figli.

Noemi, nella seconda parte della sua vita, ha tuttavia potuto contare sulla sua pronipote Giovanna Michelotti, che per molti anni è stata al suo fianco. Poi, quando la nipote ha avuto a sua volta dei problemi di salute, Noemi si è trasferita nella residenza sanitaria assistita Stella di Monsummano che è diventata la sua nuova, accogliente casa dove ha continuato ad intessere rapporti e coltivare affetti e amicizie. Fino all’avvento della pandemia, che l’ha costretta a dover restare chiusa nella Rsa in rispetto delle rigorose normative antipandemia. Anche perché lei stessa era rimasta contagiata, fortunatamente senza conseguenze particolarmente serie. L’età pian piano si è però fatta sentire. E giovedì sera si è spenta serenamente.

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