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«Soldi per le convenzioni finiti costretto a pagare per l’esame»

Una risonanza eseguita all’interno di una Asl toscana

La storia di Bentivegna: «Devo fare una risonanza per un menisco rotto ma all’Asl non ci sono posti per diversi mesi. Costretto a pagare 150 euro» 

MONTECATINI. La sanità ha davvero terminato i fondi per le convenzioni con i laboratori privati? Che garanzie hanno i cittadini che necessitano velocemente di risonanze o altre analisi? Lo abbiamo chiesto pochi giorni fa con una email all’addetta stampa di Asl, che come risposta ci ha chiesto se la prenotazione del cittadino che si è rivolto al nostro giornale era con ricetta elettronica e come classificata. Una domanda che ottiene come risposta un’altra domanda.

Ecco, perché vogliamo raccontare la storia di Francesco Bentivegna, più conosciuto in Valdinievole come “l’uomo delle spesone”, perché da quando c’è la pandemia non ha mai trascorso una giornata senza occuparsi di volontariato e di portare spese gratis a casa di chi ha bisogno. «Avevo già fatto una risonanza un anno fa (circa) nella quale si vedeva che avevo un menisco rotto. Siccome – spiega Bentivegna – ho deciso di operarmelo ho chiamato l’ortopedico per farmi mettere in lista per l’operazione al Cto (con la mutua per intendersi). Il medico chiaramente mi ha chiesto un’altra risonanza per vedere se in questo anno la situazione è peggiorata». A questo punto Francesco Bentivegna chiama il suo dottore. «Mi faccio fare la richiesta dal mio medico curante. Di solito con la richiesta “primo accesso” andavo alla data medica e mi facevano la risonanza in convenzione. Quindi telefono alla data medica e mi fissano per il giorno dopo. La mattina mi contattano dicendomi che non possono farmela in convenzione in quanto la sanità toscana ha finito i soldi per le convenzioni e mi rimandano a data da definire».


Bentivegna non si dà per vinto. «Mi rivolgo alla clinica Santa Rita e vengo subito a sapere che non posso fissare direttamente in convenzione, ma mi dicono di chiamare il Cup (055 54 54 54). Chiamo il numero Cup e mi comunicano che la prima data utile (senza andare a pagamento) è fine febbraio inizio marzo». A questo punto cosa succede? «Semplice – risponde Bentivegna – devo andare a pagamento e spendere ben 150 euro dal momento che molto probabilmente ho l’operazione prima della risonanza. Questo è un disservizio e un grosso aggravio di spese per il cittadino».

Basta tentare per rendersi conto che contattando un Cup dell’Asl Toscana Centro la maggior parte delle prestazioni da poter fare entro fine anno si contano sulle dita di una mano. Ritardi di mesi e mesi, ma spesso la salute e le malattie non possono proprio aspettare. Non esiste solo il Covid.

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