Divina Commedia da vedere e ascoltare al museo “Mubi”

L’assessore Elena Sinimberghi (al centro) nelle sale della mostra dedicata a Dante

Si apre a Monsummano l’evento realizzato in sinergia tra il maestro Marco Rindori e il professor Marino Balducci

MONSUMMANO. Inizierà domenica 10 ottobre alle 16,30 al Mubi (Osteria dei Pellegrini) l’evento “Divina Commedia e Terapia dello Spirito”. Si tratta di un progetto del tutto innovativo, che unisce l’arte pittorica del maestro Marco Rindori, la forza delle parole del professor Marino Alberto Balducci, e le suggestioni di danza e musica di Axe Ballet e della Compagnia teatrale Progetto Idra. Il tutto, armonizzato con le musiche elettroniche del gruppo Sensory Gate. «Si tratta di una sinergia di più linguaggi artistici che, insieme, cercano di comporre un affresco assolutamente veritiero dell’opera di Dante Alighieri», ci spiega l’architetto Arianna Bechini, responsabile della Carla Rossi Academy, ideatrice dell’iniziativa.

«L’incontro fra il maestro Marco Rindori ed il professor Marino Alberto Balducci – ci spiega l’assessore alla Cultura Elena Sinimberghi – ha poi fatto il resto, ponendoci di fronte a un’esplosione di creatività ancora in divenire».


Marco Rindori, importante pittore e incisore monsummanese, spazia fra varie tecniche artistiche, miscelando l’uso del carboncino, quello della china e il ricorso alla foglia d’oro. La sua verve creativa ha comunque tratto linfa vitale dal commento attualizzante che il professor Balducci ha fatto della Divina Commedia. Docente nella Facoltà teologica del Dipartimento di italianistica dell’Università di Stettino, in Polonia, l’esperto dantista ha saputo sezionare ogni singolo episodio del cammino ascensionale dantesco, spiegandolo con un linguaggio chiaro ed accattivante.

«Questo ha fatto sì che, per ogni singola scena – prosegue l’assessore Sinimberghi – il maestro Marco Rindori riuscisse a proporre tre o anche quattro illustrazioni estremamente chiare e sempre con un dettaglio diverso. Illustratori celebri del passato come il francese Gustave Dorè – conclude – riuscivano al massimo a produrre una o due immagini per ogni canto. Il maestro Marco Rindori, ispirato dal racconto di Balducci, sta già superando le 400 tavole, tutte esposte al Mubi».

Si parte dal piano terra, osservando le raffigurazioni dell’Inferno, per poi salire ai piani superiori della struttura e ammirare le creazioni dedicate al Purgatorio e al Paradiso. Maxi schermi posizionati ad arte, che trasmettono splendide immagini di danza, e un impianto acustico di ottima qualità, contribuiscono a creare un’atmosfera onirica in cui il visitatore non può far altro che lasciarsi trasportare.