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Appalti truccati, si dimette dal lavoro uno degli impiegati accusati

In primo piano Antonio Fusco, capo della Squadra mobile, che ha condotto le indagini

Ha lasciato il Comune di Ponte Buggianese, dove si era trasferito dopo aver lavorato per 26 anni a Uzzano. Sono 42 gli indagati nell'inchiesta: tutti i nomi

PESCIA. Lorenzo Lenzi, uno dei due funzionari pubblici finito in carcere con l'accusa di aver intascato tangenti nell'ambito dell'inchiesta “Coffee break”, si è dimesso dal suo incarico di responsabile dell'area tecnica del Comune di Ponte Buggianese, dove era in servizio dal gennaio di quest'anno dopo aver passato 26 anni da dipendente nel Comune di Uzzano. «Una decisione personale, presa per tutelare la sua posizione dopo l'applicazione della misura cautelare», afferma l'avvocato difensore Andrea Ferrini.

Sono sospesi dal servizio ma per ora mantengono il posto di lavoro Luciano Bianchi, capo dell’area opere pubbliche e protezione civile del Comune di Pescia, anche lui dietro le sbarre a Sollicciano; e l'istruttore direttivo dello stesso ufficio Nicoletta Pieraccini, verso la quale il giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Entrambi sono assistiti dal legale Giovanni Giovannelli.



Sia Lenzi che Bianchi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell'interrogatorio di garanzia che si è tenuto ieri in collegamento video. Farà scena muta oggi anche Renzo Giuntoli (sempre difeso da Giovannelli), il 74enne ex sindaco di Pescia (dal 1992 al 2001) figura centrale dell'inchiesta: la Procura di Pistoia lo considera l'intermediario che faceva da tramite tra i due funzionari indagati e le aziende coinvolte nel presunto giro di mazzette, che secondo chi indaga avevano un valore compreso tra il 3 il 5 per cento dell'importo dei lavori pubblici “sotto soglia” (inferiori a 40.000 euro) e di somma urgenza affidati a ditte compiacenti.

Gli avvocati, nel corso degli interrogatori, hanno depositato la richiesta di revoca delle misure cautelari. Il gip si pronuncerà entro cinque giorni.

Entro domani, invece, si concluderanno gli interrogatori di garanzia anche delle altre cinque persone tradotte in cella lunedì, giorno del blitz degli uomini della squadra Mobile di Pistoia nei municipi di Uzzano e Pescia. Si tratta di dipendenti e titolari di quattro società: Luca Marchi, di Montecarlo, e Santo Savasta, di Pistoia, della Costruire Srl di Altopascio; Valter Bianucci della Esmoter Costruzioni sempre di Altopascio; Roberto Rastelli, di Massa e Cozzile, della Euroedil di Uzzano; e Giuseppe Arascio della General Works di Altopascio. Coinvolte anche la Coesco Srl di Pescia e la Diddi Dino e figli di Pistoia.

Oltre a Pieraccini, ai domiciliari sono finiti anche Daniele Biagioni di Minucciano e Marco Colibazzi di Fucecchio. Oobbligo di dimora (sei in totale) per altri due dipendenti del Comune di Pescia: Roberto Lacroix, 50 anni, ed Emanuele Tompetrini, 46 anni. In tutto 42 gli indagati.

Sotto la lente della Procura – a coordinare le indagini i pubblici ministeri Leonardo De Gaudio e Luisa Serranti – un presunto sistema di spartizione degli appalti pubblici nei Comuni di Pescia e Uzzano, dal 2014 al 2020. In particolare, 14 lavori tra il 2018 e il 2020 per Uzzano, e 11 tra il 2019 e il 2020 per Pescia. Corruzione, istigazione alla corruzione, turbativa degli incanti, concussione, falso ideologico e frode in commercio i reati ipotizzati.

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