Centri diurni Alzheimer, specialisti a convegno

Lorenzo Zogheri presidente Fondazione Caript, il professor Giulio Masotti e il dottor Carlo Adriano Biagini

Circa 600 i partecipanti al teatro Verdi di Montecatini al convegno nazionale. Sarà presentato un nuovo farmaco, più potente contro la malattia

Vanessa Vannacci

MONTECATINI. Si aprono oggi le giornate (8-9 ottobre) dedicate all’undicesimo convegno nazionale sui Centri diurni Alzheimer, ospitato come sempre al Teatro Verdi, rinviato nel 2020 a causa della pandemia. È promosso dal Gruppo Italiano Centri Diurni Alzheimer e vede la partecipazione di ricercatori, clinici, operatori e degli studenti universitari di Medicina e Chirurgia, Infermieristica, Fisioterapia e Psicologia. In tutto circa 600 presenze.


Il convegno si avvale ancora una volta delle competenze scientifiche della Cattedra di Geriatria dell’Università di Firenze e del grande e fedele sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Immancabile la presenza del professor Giulio Masotti, geriatra di grande fama a cui va il riconoscimento di essere fautore di questa importante iniziativa, che sarà affiancato da alcuni specialisti come il co-presidente Andrea Ungar (Firenze), i colleghi Carlo Adriano Biagini (Pistoia), Alberto Cester (Dolo-Venezia) e il professore Enrico Mossello (Firenze) nel ruolo di coordinatore scientifico.

Il ricco programma del convegno è stato illustrato di ieri alla Fondazione Caript dal presidente Lorenzo Zogheri, dal professore Giulio Masotti e dal dottor Carlo Adriano Biagini. Al convegno saranno affrontati i vari aspetti dell’universo Alzheimer, dando spazio alle ultime novità in campo della medicina e del virus Covid-19 con le sue varianti, esaminando anche come questo abbia cambiato la gestione e la cura dei pazienti affetti dalle malattie neurodegenerative.

Zogheri ha ringraziato per la possibilità di contribuire a un’iniziativa di alto valore scientifico, culturale e sociale, che coinvolge la formazione specifica di professionisti, come gli studenti della facoltà di infermieristica delle sedi di Firenze e Pistoia, e ha ricordato l’importante impegno della Fondazione nel settore sociale, investendo in media il 35 % del proprio budget annuale.

Per il professor Masotti «questa XI edizione trova significato nel riprendere in maniera globale l’assistenza, che dopo due lunghi anni era stata sospesa o comunque ridimensionata, mandando un messaggio alle famiglie che l’attenzione per questa patologia non è calata, e che durante la pandemia i centri hanno cercato comunque di portare assistenza, cercando anche nuovi metodi. Due di questi sono la tele-riabilitazione e tele-assistenza, di cui si sono avvalsi gli operatori e di cui si farà sempre uso quando il paziente resta a casa insieme ai familiari. Ricordiamo che in Italia l’Alzheimer colpisce circa 1 milione di persone, e se si considera anche il nucleo familiare, si può tranquillamente triplicare il numero di italiani che vivono a contatto con la malattia. Nella sola provincia di Pistoia si arriva circa a 7.000 casi».

«Durante il convegno – ha annunciato Masotti – verrà presentato anche un nuovo farmaco e, anche se con cautela, possiamo provare a essere ottimisti perché sembrerebbe più potente dei precedenti. Sarebbe in grado di rimuovere a livello del sistema nervoso centrale i depositi di amiloide, una sostanza coinvolta nel processo che porta alla distruzione di parti del cervello e alla base dell’Alzheimer. Potrebbe essere una fiammella viva nell’oscurità di questa malattia».

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