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La Casa di riposo a Montecatini Alto torna a splendere grazie agli aiuti

Terminati i lavori di ristrutturazione, oggi sarà inaugurata la nuova struttura per anziani dedicata a San Francesco 

MONTECATINI ALTO. La felicità delle suore, ma anche l’orgoglio di tutta la città per quello che sarà ricordato come il restauro di fine anno. Tutti insieme per riportare a nuovo uno spazio importante. Il restauro dell’ex Refettorio della chiesa di Santa Margherita in Montecatini Alto è stato realizzato grazie al contributo di molti benefattori della Casa di riposo San Francesco. E stamani ci sarà l’inaugurazione ufficiale del risultato di questa impresa. I montecatinesi hanno sempre avuto un occhio di riguardo per la struttura e la sensibilità negli anni di contribuire con piccole o grandi cose. L’Istituto delle suore terziarie francescane regolari d’Ognissanti si chiama così dal 1927, quando vi stabilirono prima un asilo infantile e poi una scuola. Che soltanto nel 1936 viene adibita a casa di riposo. «Il nostro obbiettivo – spiega il geometra Massimo Boni – da subito è stato quello di mantenere la massima conservazione del monumento. Anche il montaggio dei ponteggi è stato delicato. Abbiamo provveduto al consolidamento statico, ma non solo».

Finalmente c’è stata anche un’opera di deumidificazione, ricostruzione dei solai, rinforzo delle volte a crociera, pulitura delle facciate in pietra, nuova pavimentazione in cotto, portoni in legno, infissi esterni in acciaio con grate anti intrusione, impianto di climatizzazione, idrico, elettrico nuovi. Le suore vogliono ricordare tutte le persone che hanno reso possibile questo. Viene considerato quale primo e grande benefattore di questa opera Anselmo Spinosi, che ha lasciato in eredità questo edificio alla casa di riposo San Francesco di cui è stato ospite negli ultimi anni della sua vita. «Senza questo gesto di generosità oggi non avremmo potuto godere del risultato raggiunto», commentano le suore. Seguono poi altri benefattori che con i loro generosi lasciti ne hanno permesso il restauro, e in particolare le signore Ida Valeri, Ida Bandinelli, Loredana Castagnoli, Vanda Cecchi, Fedora Calugi, Madame Viviane Deleaval e Bruno Terzi. «Persone del tutto sconosciute alla casa di riposo che oggi le ricorda con infinita gratitudine».


A questi si aggiunge poi la fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia che ha contribuito con 50mila euro. «Somma preziosa per il completamento dei lavori che, grazie a tanta inaspettata provvidenza, si sono conclusi felicemente – continuano le suore -. Il restauro, che in un primo tempo sembrava quasi irrealizzabile per le complessità burocratiche, è stato voluto e fortemente appoggiato dalla superiora delle Suore Terziarie Francescane di Firenze, suor Mariangela Gregolon, al cui istituto cui appartiene la casa di Riposo San Francesco. E da suor Lidia, economa generale. Tanto si sono prodigate nel coordinare tutti coloro che hanno realizzato le opere di restauro. A tutti costoro vogliamo esprimere oggi un grande grazie e in particolare si ringraziano gli architetti Valerio Tesi ed Eugenia Valacchi funzionari della Sovrintendenza di Firenze; Claudio Durazzi, commercialista che collabora con l’Istituto e che insieme a suor Lidia ha seguito costantemente tutte le opere realizzate; i progettisti e direttori dei lavori (l’architetto Giancarlo Galassi, il geometra Massimo Boni e l’ingegnere Marco Petralli); l’architetto Claudio Gariboldi per la prevenzione incendi. E tutti gli altri tecnici e professionisti coinvolti a vario titolo nell’intervento». Apprezzamento va alla Ditta Edile Indovino Srl di Massa e Cozzile e a tutte le altre ditte artigiane coinvolte nel restauro di questo bellissimo fabbricato riportato agli antichi splendori.

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