«Basta con i rinvii: l’Istituto Lorenzini di Pescia ha la necessità di una sede adeguata»

Un’immagine dell’Istituto Carlo Lorenzini, ospitato in un vecchio edificio di proprietà privata (Foto Nucci)

In un comunicato il Comitato ricorda i punti di sofferenza. «Magari qualche altra città potrebbe volerlo ospitare»

PESCIA. «Nonostante decurtazioni orarie e incanalamento in una struttura disciplinare rigida, voluta da riforme dettate più da volontà politiche di risparmi economici che da motivazioni didattico/formative, il Lorenzini ha mantenuto il suo spirito originario e la sua qualità formativa, divenendo una delle istituzioni scolastiche più prestigiose della provincia di Pistoia. Tuttavia, negli ultimi decenni di vita non si è trovato il modo di darle una sede adeguata».

Inizia così il documento diffuso ieri dal Comitato per il Nuovo Lorenzini, formato da genitori degli studenti e insegnanti che hanno a cuore lo sviluppo della scuola, che è già un’eccellenza di Pescia. Ma che da sempre è destinata a combattere con il problema degli spazi insufficienti.


«Mai è stata programmata una collocazione stabile, pubblica e rispondente alle esigenze dell’attività didattica», sottolinea il Comitato.

Così alla sede iniziale, già priva di palestra, se ne sono aggiunte nel tempo altre due. E oggi gli annosi problemi si presentano di nuovo nella loro urgenza e gravità: «necessità di impegnativi interventi strutturali; carenze di spazi e aule per attività curriculari e di laboratorio; mancanza di un’aula magna per attività programmate con più classi, incontri di docenti e assemblee di studenti; una palestra che non richieda la perdita di mezz’ora per raggiungerla e tornare in classe. Tutti spazi vitali alla sopravvivenza dell’Istituto e necessari perché esso possa esprimere tutte le sue potenzialità di ricerca e sperimentazione, connotazioni precipue dell’Istituto e nelle quali si è sempre distinto e che oggi vengono compresse e limitate».

E da qui discende una seriendi domande: «Possibile che in tutta la pianificazione urbanistica del Comune di Pescia, a partire dal Piano strutturale, non si individui un'area dove poter realizzare un nuovo e più funzionale edificio per il Lorenzini, che superi tutte le problematiche esistenti e note a tutti?». E ancora: «Possibile che si ignori una realtà tanto importante sul territorio? Che, di fronte a problemi urgenti di spazi si individui come unica soluzione la proposta di una quinta sede, in più in un edificio tutto da recuperare?».

E, infine: «Possibile che, dopo l’ammissione della gravissima dimenticanza del problema Lorenzini fatta in un incontro pubblico nello scorso giugno, niente sia successo nonostante l’impegno di comunicazioni a settembre?»

«Il Comune di Pescia, come promesso – insiste il Comitato – dovrebbe individuare un’area idonea alla realizzazione della nuova scuola con urgenza, in modo da permettere l’inizio del percorso di progettazione in linea con i tempi necessari ad intercettare fondi adeguati. Non si deve permettere che la Provincia impieghi ulteriori soldi pubblici in rattoppamenti di un edificio, quello della sede centrale, fra l’altro non di proprietà pubblica, in cui il privato proprietario non vuole o non può mettere a disposizione fondi per i lavori nemmeno di prima necessità».

Si ricorda anche che cittadini e personale docente dell’Istituto, e la stessa ex dirigente, hanno avanzato da mesi una concreta proposta con motivazioni di notevole prospettiva per l’Istituto e per la città. «È una soluzione impegnativa, non facile, ma non impossibile se si uniscono tutte le forze da quelle delle istituzioni a quelle dei docenti, degli studenti dei cittadini. Quella per il Comune non va bene? Proponga un'altra ubicazione, purché sia funzionale alle esigenze di una scuola così grande e non comporti oneri inutili per la sua realizzazione. E, dopo il necessario confronto, potrà fare anche una variante urbanistica specifica per un'opera assolutamente di interesse pubblico. Basta che l’intento non sia governare dimenticando una delle realtà scolastiche più prestigiose della città, lasciando marginali giovani che proprio nella scuola crescono e si formano. Forse dalle istituzioni locali si vuole che l’istituto Carlo Lorenzini scompaia?

«Noi non permetteremo – conclude il Comitato – che tutti i buoni intenti sbandierati per il dopo Covid vengano resi nulli. Il Lorenzini non scomparirà. Magari qualche comune limitrofo a quello di Pescia, ma più sensibile e orgoglioso di accogliere questa scuola, potrebbe offrire una sede degna».

© RIPRODUZIONE RISERVATA