Contenuto riservato agli abbonati

Turismo: il lavoro è cambiato, ora serve più professionalità

Il convegno “Next Generation Tourism”, organizzato da Confcommercio e che si è svolto al Tettuccio

Gli operatori chiedono un nuovo patto di sostegno anche per la formazione. A livello locale ci vuole un istituto tecnico finalizzato al wellness management

MONTECATINI. Un patto di sostegno al lavoro e alla formazione da stringere a livello statale e regionale. E la nascita di un istituto tecnico finalizzato al wellness management. Sono le due linee d’azione emerse nel corso del convegno “Next Generation Tourism”, organizzato da Confcommercio e andato in scena al Tettuccio.

«Ci troviamo attualmente di fronte – ha detto Tiziano Tempestini, direttore di Confcommercio Pistoia e Prato – a un gap tra domanda e offerta di risorse umane nel mondo della ristorazione e del turismo, che la pandemia ha reso ancora più evidente. Molte delle figure occupate nella somministrazione e nella ristorazione prima della pandemia si sono oggi reinventate, impegnandosi in nuovi lavori».


Secondo Confcommercio, da una parte questa situazione è da attribuire allo stravolgimento subìto dal mercato negli ultimi due anni, caratterizzati da chiusure, limitazioni e progressivi stop & go. Dall’altra, le aziende del mondo del turismo e della ristorazione si trovano a dover fare i conti con una tipologia diversa di domanda e con la necessità di introdurre nuove competenze.

«Il nostro sistema alberghiero – ha detto il presidente dell’Apam Carlo Bartolini – contava nel periodo pre-pandemia 1. 250 occupati (oltre l’indotto), che raddoppiavano con la ristorazione. Quest’anno abbiamo avuto difficoltà a trovare personale, un po’ a causa di talune forme di tutela sociale intervenute, ma anche a causa della migrazione dei lavoratori verso altri settori o altri territori con una maggiore attrattiva. E il futuro resta incerto: molti alberghi si stanno trasformando da annuali in stagionali e questi ultimi restano aperti sempre meno a lungo. E c’è poi il rischio chiusura per alcune aziende storiche». C’è una via d’uscita? «Il territorio deve tornare a essere appetibile e noi stiamo dando agli operatori piattaforme tecnologiche per migliorare la loro professionalità e quella dei dipendenti. Inoltre organizzeremo corsi di formazione (e di conoscenza del territorio) per i concierge, e corsi di lingua russa», ha detto Bartolini.

«Accanto alla spinta propulsiva di cui è stato protagonista il digitale – ha proseguito Tempestini – c’è la volontà del cliente di mettere al centro l’esperienza di scelta o di acquisto di un servizio. E se quest’ultima è determinante per fare la differenza nel rapporto con il cliente e nelle sue scelte future, è chiaro che a giocare un ruolo chiave sono la qualità e le competenze dei collaboratori. È su questi elementi strategici che si gioca il ruolo del turismo nel futuro ed è da qui che vogliamo strutturare fin da subito nuovi progetti».

Due, come detto, le linee d’azione: una prima che prende a riferimento il nuovo patto a sostegno del lavoro e della formazione sottoscritto tra Ministero del Lavoro e Regione (risorse da utilizzare anche per la valorizzazione del territorio); una seconda passa invece per l’istituzione di un Istituto tecnico superiore finalizzato al “wellness management”, in grado di formare quei tecnici specializzati tanto carenti sul mercato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA