Se n’è andato Paolo Biagini, storico maestro di nuoto

David Meccoli

MONTECATINI. Se tanti montecatinesi hanno imparato lo stile libero o il delfino, lo devono a lui, il “professore”, come in tanti ancora lo chiamavano per i suoi trascorsi prima al Liceo di Carrara (città di origine) e poi (seppure per un breve periodo) al Coluccio Salutati di Montecatini (sempre come insegnante di educazione fisica). Paolo Biagini è morto domenica sera, a 84 anni, lontano dalla sua città d’adozione (a lungo aveva vissuto in zona Musicisti), essendosi trasferito da circa tre anni ad Arezzo. Un malore lo ha colto mentre si trovava in casa e, nonostante il pronto intervento del 118, non c’è stato niente da fare.


Era arrivato in Valdinievole a inizio anni Sessanta, il servizio militare svolto nei paracadutisti e sulle spalle già un matrimonio e una figlia, rimasta però a vivere a Carrara. Non certo ricco (c’è chi ricorda che allora le mamme dei suoi allievi organizzarono una colletta per comprargli un cappotto), aveva giocato anche a pallavolo e a calcio. Ma la sua grande passione era il nuoto. E a quei tempi, l’unica piscina a Montecatini era alle Panteraie, dove passò tanti anni a correggere bracciate, tuffi e respirazione.

Ma aveva poi insegnato anche allo Sporting Club (dove si spese in prima persona per realizzare la copertura, in modo da poter allenare e organizzare corsi anche d’inverno) e poi alla piscina comunale. Negli ultimi tempi, a più di ottant’anni, era infine tornato allo Sporting a seguire con lezioni private qualche giovane di belle speranze, con l’entusiasmo di un ragazzino, lui che di anni ne dimostrava comunque almeno una quindicina in meno (le signore di oggi lo ricordano “bello e affascinante come un attore”).

Sì, perché Biagini, seppure avesse una nuova compagna (Luciana) con la quale conviveva ad Arezzo, continuava a fare il pendolare e a tornare ogni settimana a Montecatini. E qui, oltre al nuoto, si concedeva un’ora per l’altra sua grande passione sportiva: il tennis. I campi in terra rossa li aveva scoperti in età già matura, ma per un agonista come lui non era stato un problema bruciare le tappe, e in pochi anni aveva iniziato a fare (e a vincere) tornei anche di buon livello (e anche fuori regione). E dato che uno “professore” lo è per sempre, si era dedicato anche in questo caso all’insegnamento (con una particolare predilezione per la preparazione fisica).

Il suo punto di ritrovo con gli amici di sempre era da anni il circolo “La Pinetina”, a Ponte Buggianese. L’ultima volta, poche settimane fa, li aveva salutati dicendo che avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento “di poco conto”. Poi il malore improvviso, domenica, attorno alle 19.

Sui social sono in tanti a esprimere il loro cordoglio e a ricordare aneddoti: dalle scommesse per recuperare – con tanto di tuffo dal trampolino a 5 metri di altezza – la moneta da 50 lire gettata in piscina, alle tavolette e alle ciabattine lanciate – sempre bonariamente – contro gli allievi più “recalcitranti”. La salma è esposta alla Croce Bianca di Arezzo: domattina la cremazione.

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