Residenti indignati sui social contro i giovanissimi teppisti

Simona Peselli

MONSUMMANO. Ragazzini violenti, incuranti delle regole e organizzati per fare danni. Fanno notizia a Monsummano gli adolescenti che, in gruppo, a volte minacciano, molto spesso distruggono giochini nei parchi dei bimbi più piccoli, ma non temono neppure quando si trovano davanti agli adulti che sfidano e sfottono. Sui social i cittadini indignati si scatenano, e i commenti arrivano a decine per la situazione di disagio in cui si trovano non soltanto i titolari di “Profumo di caffè”, il bar nei pressi della Coop di Monsummano.


«Urlano, spaccano bottiglie, suonano i campanelli in piena notte. Spesso si picchiano fra loro. Un giorno avevano messo in mezzo un ragazzino e maschi e femmine guardavano mentre veniva preso a botte» racconta un residente.

Intanto, almeno un piccolo miracolo grazie agli articoli del Tirreno c’è stato. Ieri è accaduto qualcosa di inaspettato.

«Per un giorno siamo stati sereni – afferma Veronica Bartoli, la barista che si è sfogata e ha fatto un appello per invitare i genitori di questi adolescenti scalmanati a tenerli a casa – Davanti al locale e nei pressi non si è visto nessuno».

Tra i commenti c’è quello di Giulia Fiori, professoressa di scuola media e presidente dell’associazione Liv, da sempre impegnata anche nei progetti dei più giovani.

«Il docente prima di tutto dovrebbe essere un educatore. Il suo compito va oltre la didattica. Dovrebbe contribuire con i genitori da casa alla crescita degli studenti. Bisogna offrire gli strumenti per applicare nella vita reale i buoni insegnamenti. Lo studente deve sentirsi protetto e poter contare sulla famiglia, la scuola, le forze dell’ordine. Quello che sta accadendo a Monsummano purtroppo succede un po’ ovunque. I nostri giovani si sentono sempre più soli e troppo spesso assistiamo ad un uso incontrollato di internet. Bisognerebbe creare programmi inclusivi nelle scuole dove i protagonisti potrebbero essere anche gli studenti più grandi e i genitori».

Sono arrabbiati e non poco molti cittadini.

«Mi sono trovato faccia a faccia con tre di loro, in atteggiamento di sfida – chiosa un monsummanese – Aspettavano una reazione. Sono minorenni e non voglio finire nei guai. Denunciamo gli episodi di bullismo e vandalismo il più possibile. Anche mandando messaggi alla sindaca. E poi alle forze dell’ordine. Dobbiamo cercare di attirare l’attenzione di tutti per questa situazione prima che possa accadere che qualche cittadino onesto si metta nei guai involontariamente».

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