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Bande di adolescenti terrorizzano un quartiere: ecco il “superdrone” dei vigili urbani

Monsummano, la sindaca De Caro però nel frattempo cerca di convincere i ragazzi a comportarsi civilmente. «Non sono delinquenti» 

MONSUMMANO. Un drone super sofisticato per controllare la città. Un occhio da “grande fratello” che volerà a caccia di comportamenti fuori dalle norme. Lo promette a gran voce Simona De Caro, sindaca di Monsummano, all’indomani delle polemiche e dell’accorato appello dei gestori del bar “Profumo di caffè” che si trova nei pressi della Coop, stretto d’assedio da bande di minorenni. Anche se la prima cittadina smorza i toni e puntualizza come in fondo questi ragazzi scapestrati altro non sono che adolescenti irrequieti. «Bisogna pensare – afferma De Caro– che siamo usciti da lockdown molto duri e di sacrificio soprattutto per i più giovani, che sono stati costretti a restare in casa. Questo desiderio di stare insieme e sfogarsi porta, quando si ritrovano in gruppo, a situazioni ingestibili».

Troppi giochi, destinati ai bambini più piccoli, sono stati distrutti. «Abbiamo dovuto – racconta De Caro – togliere i giochini dal parco di Bizzarrino, anche una panchina. Purtroppo quando vengono danneggiati non possiamo far altro che rimuoverli».


La stessa Simona De Caro non rimane inerme nel suo ufficio del palazzo comunale. «Molto del mio tempo libero lo impiego a parlare con questi adolescenti – racconta – insieme all’assessore ai lavori pubblici Arcangelo Crisci anche ieri siamo stati a confrontarci con gruppi di ragazzini. Cerco sempre di far capire che se depauperano il patrimonio pubblico, di conseguenza ci saranno meno investimenti per poter costruire strutture all’aperto con campi da gioco o per lo skate destinati a loro». La sindaca ci prova e va ad insegnare educazione civica per strada. «Ma non solo – continua – con l’ausilio della polizia municipale e dei carabinieri questi ragazzini vengono identificati. Cerco sempre di contattare le famiglie perché è in casa che è importante insegnare il comportamento da buon cittadino. Poi è importante anche una sensibilizzazione all’interno della scuola».

La sindaca la conoscono tutti. «Anche i ragazzi mi riconoscono subito – dice De Caro –. Cerco il più possibile di vivere la mia città in tutti gli aspetti. Certo che la situazione è da monitorare, ma non è poi così grave. La prima cosa che chiedo ai ragazzi è se vogliono farci diventare uno stato di polizia. Li ho sfidati, devono fare delle proposte, parlarci dei loro bisogni. Non sono dei delinquenti. Presi singolarmente sono tranquilli. Ma se non basterà allora ci penseranno le forze dell’ordine». Intanto continuano telefonate e messaggi di vicinanza a Veronica Bartoli del Profumo di caffè, esasperata insieme al padre e al fratello dal comportamento di un gruppo che crea forti disagi davanti alla loro attività con comportamenti maleducati e a volte anche aggressivi. «Non ce l facciamo più», ha dichiarato ieri Veronica al nostro giornale.

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