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A Monsummano quartiere sotto assedio con i ragazzini che minacciano i passanti. L'appello di una barista

Veronica Bartoli, del bar “Profumo di caffè” assediato dai giovanissimi vandali

Veronica Bartoli, Profumo di caffè, lancia un appello accorato per trovare i genitori: «Fate qualcosa, non resistiamo più»

MONSUMMANO. Una banda di adolescenti scatenati che disturba e minaccia i passanti. Scritte minacciose sui muri degne della fiction Gomorra. Una barista con un appello sui social per cercare le famiglie degli adolescenti scatenati. «Faccio pressione – afferma Veronica Bartoli del bar “Profumo di caffè” alla Coop diMonsummano – per trovare i genitori di questi scapestrati. Purtroppo finora inutilmente. Hanno dai 12 ai 15 anni. Danno fastidio ai passanti. In branco si sentono padroni del mondo, sono maschi e femmine». Lo sfogo di Veronica in poche ore ha prodotto una pioggia di messaggi e telefonate da parte di cittadini esasperati. «Vicino alle case popolari dove c’è il Parco Orzali quando ci sono loro le persone hanno paura a passare con i bambini più piccoli – aggiunge la barista –. Davanti al centro per l’impiego, senza timore di essere visti, hanno scritto, a caratteri cubitali: “Secondigliano regna”. Come se fosse una cosa di cui vantarsi imitare la serie tivù Gomorra».

La riapertura fra mille difficoltà. «Noi già siamo stati provati durante la pandemia, ci siamo arrangiati con l’asporto. Ora questa situazione ci sta facendo esaurire. Mi hanno scritto decine e decine di persone. Non pensavo che il mio post potesse provocare tanto scalpore. Ma tutti sono a conoscenza di questa situazione».

C’è chi racconta dell’episodio in cui non lasciavano passare dal marciapiede una donna che voleva raggiungere la lavanderia. «È vero – chiosa Veronica – urlavano che sono i padroni di Monsummano. Ieri ho trovato due di loro che in silenzio erano entrati nel locale dalla porta laterale. Si erano sdraiati sul nostro divano con pacchi di patatine comprate alla coop e tranquillamente sporcavano per terra. Mi chiedo: ma qualcuno dovrà pur fare qualcosa?». Il bar Profumo di caffè è a conduzione familiare. «Lavoro con mio padre e mio fratello che sono i titolari – dice Veronica –. Ormai è troppo tempo che ci troviamo in questa situazione. Si tratta di almeno trenta adolescenti che ogni giorno bivaccano davanti al nostro locale. Comprano e consumano i prodotti della Coop che vengono a mangiare sui nostri tavoli esterni. Quindi i posti fuori per chi non ha il green pass non possiamo utilizzarli. Ma i clienti hanno il dirittodi poter consumare anche all’esterno».

Sporcizia e atti vandalici. «Non contenti lasciano sui tavolini e per terra tutto lo schifo possibile – continua la barista –. Bicchieri di plastica, carte di merendine, cicche. Quelli con il motorino lo buttano a dispetto a ingombrare gli spazi. Nonostante la Coop abbia provveduto a mettere un cestino esterno, non è servito a nulla. Lasciano anche le biciclette nel mezzo al marciapiede ostacolando il passaggio ad anziani e persone con difficoltà a muoversi. Si mettono con la bici sulla porta del locale. Dopo le 20,30 quando noi chiudiamo, si spostano alle case popolari, vanno nel casotto delle foto e fanno i loro comodi. Non ne possiamo più».

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