Cippo in ricordo del partigiano “dimenticato”

La cerimonia di inaugurazione del cippo per Venturini (Foto Nucci)

Alla Vergine dei Pini di Monsummano il monumento al giovane ucciso il giorno della liberazione

Monsummano. Un partigiano dato per disperso, quasi dimenticato, adesso un cippo ne fissa per sempre la memoria. Una lapide in ricordo di Marino Aristodemo Venturini, e un monito affinché barbarie come il nazifascismo, con la sua scia di stragi e morti, non si ripetano più. Mercoledì 8 agosto l'inaugurazione della targa nell'area a verde tra via Nigra e via della Resistenza, a un passo dalla via Francesca Sud alla Vergine dei Pini, frazione di dove Venturini era originario.

Caduto in battaglia a soli 21 anni l'8 settembre del 1944, giorno della liberazione di Pistoia e della provincia, del combattente per la libertà e la democrazia, appartenente alla formazione monsummanese denominata “Corallo”, si erano perse le tracce fino al 1992. Da quell'anno il suo nome risulta registrato negli atti di morte.


«La sua uccisione, inutile e vigliacca, avvenuta per mano nazifascista, riaffermi il suo valore, il suo significato più profondo di dedizione e coraggio, di amore per la democrazia e la patria, imperituro monito per tutti coloro che quella stessa democrazia intendessero attaccare in futuro», ha detto durante la cerimonia la sindaca di Monsummano Simona De Caro.

Si deve al lavoro dell'Anpi e del ricercatore e storico Roberto Daghini la riscoperta della vicenda di Venturini, che era finita nell'oblio. «Il Comune di Monsummano ha scelto di posizionare il cippo alla Vergine dei Pini poiché Venturini abitava lì, nei pressi di un incrocio attraversato quotidianamente da tantissime persone – ha aggiunto il consigliere regionale Marco Niccolai, presente ieri mattina – quella bandiera e quel cippo ricorderanno per sempre il sacrificio di un giovane partigiano che sacrificò la sua vita per la libertà di tutti noi. A lui e a tutti i partigiani caduti durante l’ultima fase della seconda guerra mondiale, dobbiamo rivolgere il nostro pensiero e il nostro grazie. Sempre».

Luca Signorini

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