Profughi afghani, il sindaco di Montecatini non transige: «Qui, in piena stagione, solo quarantena»

L'arrivo dei profughi a Montecatini (foto Nucci)

Sono stati sistemati in tre alberghi Covid grazie anche al lavoro della Protezione civile, Croce Rossa e Chiesa Ortodossa

MONTECATINI. «Hotel sanitari e non centri d’accoglienza. E la Regione non deve pensare di farli diventare tali». Il sindaco Luca Baroncini commenta con parole dure il comportamento della Regione sull’arrivo ieri di 250 profughi afghani tra adulti e bambini. Le famiglie sono state sistemate negli hotel Giglio, Alba e Mediceo.

Un arrivo che , secondo la Regione, doveva essere di 100 persone. E che poi è raddoppiato. Lo stesso Giani in comunicati ufficiali aveva indicato anche altre località toscane come luoghi che avrebbero ospitato i profughi.


Invece a sorpresa per le categorie ma anche per il primo cittadino, tutti sono stati portati a Montecatini. «A partire da ieri mattina sono arrivati e stanno – dice il sindaco – continuando ad arrivare i profughi afghani negli alberghi sanitari di Montecatini Terme. Prendiamo atto della decisione che è stata presa da altri di inviarli proprio in piena stagione turistica nella nostra città. Chiedo che veramente si tratti di una quarantena e basta. E che al termine della stessa siano accolti laddove ci sono centri idonei per fare una accoglienza di lungo periodo».

« Rispetto gli hotel sanitari per la decisione di esserlo – continua Baroncini –. Anzi hanno fatto un servizio importante durante tutto il lock down e continuano a farlo. Ma come dice la parola sono strutture adatte e idonee e predisposte per fare le quarantene. E quindi devono essere centri sanitari non d’accoglienza».

Luca Baroncini su una cosa non transige: « Che al termine della quarantena vengano portati altrove – chiarisce il sindaco – anche per il rispetto nei confronti di queste persone di cui comprendiamo il dramma umanitario che stanno vivendo. Non siamo dei mostri, ma l’accoglienza deve essere organizzata e prevista in strutture idonee per farlo». Con la Regione non c’è stato dialogo: « Rilevo che se ci fosse stato un corretto dialogo da parte della Regione nei confronti dell’amministrazione comunale e del territorio magari avremmo potuto individuare anche soluzioni diverse nel rispetto delle esigenze legittime di tutti – lamenta Baroncini –. Perché in piena stagione turistica non era il caso proprio per motivi di convivenza con i turisti evidentemente. Avremmo potuto magari individuare delle soluzioni temporaneamente diverse. Poi in un secondo momento, fra qualche mese, e non in alta stagione Montecatini avrebbe fatto la propria parte come è accaduto altre volte».

Non si sono persi d’animo, invece, i volontari che già da martedì notte hanno minuziosamente e professionalmente gestito questo arrivo.

In prima fila la protezione civile. Soprattutto quella nostrana capitanata da Emanuele Tagliaferro, responsabile del centro operativo comunale , da Ivano Lucchesi presidente Prociv Arci Chiesina Uzzanese, la Croce Rossa italiana sezione Buggiano Montecatini, la Chiesa Ortodossa italiana. Questi volontari stanno lavorando senza riposo da martedì alle 16.Ed hanno cominciato a gestire immediatamente l’emergenza. L’arrivo del primo contingente di profughi era previsto prima per le tre del mattino, poi per le cinque, poi sono arrivate le sette. Soltanto alle nove e venti sono giunti al casello di Montecatini i primi pullman scortati finalmente fino ai tre alberghi che li hanno ospitati. Non solo cibo e confezionamento dei panini, ma bisognava reperire anche beni di prima necessità. Dal momento che queste famiglie sono scappate dal proprio paese lasciando tutto. E soprattutto per i 38 bambini dai 6 ai 14 anni fra i quali quattro neonati occorrevano vestiti, pannoloni, biberon, omogenizzati e latte e biscotti in polvere.
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