Morto il tenore Carlo Bini, aveva cantato con i più grandi

Il tenore Carlo Bini in una foto tratta dalla sua pagina Facebook

Abitava a Montevettolini ma è spirato all’ospedale di Pescia dove era ricoverato. I suoi problemi al cuore non gli avevano impedito di esibirsi per quarant’anni

MONTEVETTOLINI. Lutto nel mondo della musica: è scomparso il tenore lirico di fama internazionale, Carlo Bini. Il suo nome di nascita era Carlo Bifone, aveva 84 anni e viveva a Montevettollini, nel comune di Monsummano. È deceduto nell’ospedale di Pescia dove si trovava ricoverato da tempo per via di problemi di cuore.

Nel 2005, a causa della salute malferma, aveva interrotto le esibizioni canore. Nel corso della sua carriera è stato uno dei maggiori interpreti italiani della musica lirica: nel suo repertorio oltre 60 opere musicali portate in scena nei teatri più importanti del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York.


«Era un tenore molto spinto, in pieno stile del melodramma classico italiano. Come persona era ironico, dotato di una forza di volontà incredibile e una passione sterminata per la musica. Un uomo di grandissima generosità, ci mancherà molto». Lo ricorda così l’amico Riccardo Fagioli, docente alle scuole superiori di Pistoia e presidente dell’associazione Culturidea attiva , con cui il tenore aveva spesso collaborato per progetti musicali e culturali.

Carlo Bini, nato nel 1937 a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, aveva studiato con il Maestro Mino Campanino e negli anni ’60 aveva esordito come cantante di operetta. Nel decennio successivo si era dedicata alla lirica come tenore, conquistandosi per un ventennio grande notorietà per le sue prestazioni musicali come prima voce. Da lì i contratti nei teatri più importanti del panorama lirico: la Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, il Metropolitan di New York, il Covent Garden di Londra. Proprio al Metropolitan, racconta Fagiuoli, era di casa, con un contratto come presenza fissa.

«Nel ’76 era a New York, stava facendo Carmen. Aveva una polizza assicurativa sulla vita che gli americani non volevano rinnovargli perché aveva già mostrato problemi di cuore. Alla fine ha smentito tutti e ha continuato a deliziarci per oltre 40 anni» .

È stato diretto da figure di primo piano come il maestro Claudio Abbado, Riccardo Muti, Giuseppe Patané e ha duettato nel corso dei suoi spettacoli con i soprani Montserrat Caballè, Rajna Kabaivanska, Leontyne Price, Elena Obrazcova, Katia Ricciarelli e Renata Scotto. Una carriera musicale di grandi successi che anticipò e diede il via alla generazione di Bocelli e Pavarotti. E proprio con quest’ultimo in molti ricordano un aneddoto gustoso, quando lo sostituì nell’opera lirica “Lucia di Lamermoor”. Bini, ha raccontato in una recente intervista, si stava recando al teatro di Macerata per assistere all’opera. Pavarotti diede forfait poco prima dell’esibizione e il tenore campano, a poche ore dalla prima dello spettacolo, indossò il costume di scena e salì sul palco senza esitazioni. Fu un successo enorme.

Una generosità che l’ha contraddistinto per tutta la carriera, racconta l’amico Fagioli. «La nostra associazione aveva costruito una scuola in Africa per un progetto di solidarietà, Bini aveva prestato la sua voce per rilanciarla. Aveva inoltre più volte fatto da maestro a voci esordienti della lirica sempre gratuitamente» .

L’ultima volta che l’ha incontrato è stato a giugno: «Era stato male ma era riuscito a tornare a casa, stavano preparando una sua biografia e lui mi chiese di leggerla e discuterne insieme. Ci mancherà l’uomo e soprattutto la sua voce che ha segnato una generazione» .

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